Le forze governative siriane, appoggiate dai raid dell’aviazione russa, hanno ripreso il “pieno controllo” di Palmira, la città in mano all’Isis dal maggio 2015 che ospita il sito archeologico d’epoca romana patrimonio Unesco. Lo riferiscono la tv di Stato siriana, citando fonti militari, e gli attivisti dell’Osservatorio per i diritti umani, che parlano anche di diversi morti tra gli estremisti.

La riconquista di Palmira dimostra il successo della strategia perseguita dall’esercito siriano e dai suoi alleati nella “guerra al terrorismo”, ha commentato il presidente siriano, Bashar al Assad., che ha ricevuto una delegazione francese formata da parlamentari, intellettuali, ricercatori e giornalisti. L’efficacia della strategia perseguita dall’esercito siriano e dai suoi alleati, ha detto ancora Assad, secondo quanto riferisce l’agenzia ufficiale Sana, è ulteriormente sottolineata dal fatto che è opposta alla coalizione a guida Usa che coinvolge oltre 60 Paesi e alla sua mancanza di serietà nel combattere il terrorismo e ai davvero piccoli risultati che ha ottenuto sin da quando è stata formata un anno e mezzo fa.

Ora “Palmira sarà la base a partire dalla quale si estenderanno le operazioni militari contro il gruppo terroristico su più direzioni – si legge in un comunicato del comando dell’Esercito di Damasco – in particolare Deir Ezzor (a est) e Raqqa (a nord)”. L’esercito, prosegue la nota, “metterà fine all’esistenza dei terroristi” in queste due regioni.

Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov ha fatto sapere che Vladimir Putin ha telefonato ad Assad per complimentarsi. “Assad ha molto apprezzato l’aiuto delle forze aeree russe – ha aggiunto Peskov, citato dall’agenzia russa Tass – e ha sottolineato che tali successi, come la riconquista di Palmira, sarebbero stati impossibili senza il sostegno della Russia”.

Nel giorno in cui Damasco ha annunciato la ripresa del “pieno controllo” di Palmira, la Germania loda il ruolo “costruttivo” della Russia nella crisi siriana. “Il cessate il fuoco, la garanzia dell’accesso umanitario, l’avvio dei colloqui di pace a Ginevra, tutto questo non sarebbe stato possibile senza il coinvolgimento costruttivo della Russia”, ha commentato il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier.