Given currently available records, the present anthropogenic
carbon release rate is unprecedented during the past 66 million years.
Richard Zeebe, Università delle Hawaii

Non lo so con quale coscienza ci possa essere gente che pensa che occorre continuare con le fonti fossili. Non hanno figli costoro? Non hanno a cuore le sorti della Terra? Non sanno che stiamo letteralmente distruggendo l’unico pianeta che abbiamo?

Ecco qui: il tasso di emissione di CO2 in atmosfera è il più alto da 66 milioni di anni a questa parte. Sessantasei milioni di anni. Da quando sul pianeta c’erano i dinosauri. E questo è per colpa nostra. Nostra e del nostro uso smodato di fonti fossili – petrolio, gas e carbone, che madre natura aveva così saggiamente messo sottoterraSessantasei milioni di anni.

Gli autori dello studio sono Richard Zeebe dell’Università delle Hawaii, Andy Ridgwell e James Zachos dell’Università della California. I tre hanno studiato la composizione chimica dei sedimenti fossili risalenti a vari milioni di anni fa e hanno pubblicato i risultati su Nature Geoscience. Secondo loro le emissioni attuali di CO2 sono superiori anche all’ultimo grande rilascio di CO2 sul pianeta che avvenne 56 milioni di anni fa, dovuto alla vaporizzazione di gas serra disciolti nei fondali oceanici. L’evento di 56 milioni di anni fa, detto Paleoeocene-Eocene Thermal Maximum, portò all’aumento della temperatura di 5 gradi centigradi sul pianeta, all’acidificazione degli oceani e all’estinzione di varie specie animali.

Il nostro tasso attuale di emissione di CO2 è di 10 miliardi di tonnellate l’anno, dieci volte maggiore rispetto a 56 milioni di anni fa, ed è dovuto principalmente all’uso di fonti fossili. Come 56 milioni di anni fa, la temperatura potrebbe innalzarsi di circa 5 gradi centigradi, causando alluvioni, siccità, tempeste violente, acidificazione degli oceani e l’alterazione degli equilibri ecologici. La differenza con adesso e 56 milioni di anni fa è che allora i cambiamenti furono più graduali.  Adesso è una folle rincorsa verso emissioni e temperature strabilianti.

E questo non è solo la conclusione di scienziati di laboratorio: gli scorsi 10 mesi sono stati dieci mesi di caldo record in tutto il mondo, interi pezzi di Groenlandia si staccano, la Nasa parla di cambiamenti “fuori da ogni norma”,  le nevi in Artico sono ai minimi storici.

L’uso di fonti fossili ha fatto qualcosa al pianeta che non era mai successo in sessantasei milioni di anni. Questo dovrebbe farci paura. Dovrebbe farci riflettere che il tempo di cambiare è adesso.

Il 17 aprile occorre votare sì per dare un segnale a Matteo Renzi e ai governanti italiani che dobbiamo fare tutto il possibile per abbandonare le fonti fossili, per il bene nostro noi e delle generazioni future.

Sessantasei milioni di anni.

Qui le immagini del ghiacciaio Petermann che in Groenlandia ha perso 30 chilometri di fronte in cinque anni