Si sono tenuti oggi i funerali di Luca Varani, il 23enne ucciso a Roma durante un festino a base di alcool e droga da Manuel Foffo e Marc Prato. La bara è stata portata nel piazzale della chiesa di Santa Gemma, dove il parroco ha dato la benedizione, ponendosi un’unica domanda: “Signore perché non hai fermato quelle mani?”. Parenti, amici, compagni di scuola: in centinaia hanno voluto salutare per l’ultima volta Luca. Tante le corone di fiori lasciate davanti alla piccola chiesa nella zona di Casalotti, dove si sono celebrate le esequie a porte chiuse a fotografi e giornalisti, per volere della famiglia. 

Sul finire un lungo applauso si è levato dall’interno della chiesa, tra la rabbia e la commozione dei presenti. Quanti erano venuti a portare l’ultimo saluto al giovane ma non sono riusciti a entrare nella parrocchia per partecipare alla funzione, si sono uniti all’omaggio nel piazzale antistante, liberando palloncini bianchi. Dopo un’ultima preghiera per Luca, tra le lacrime e gli abbracci di amici e parenti, che si sono stretti ai genitori della giovane vittima, in tanti hanno intonato in coro “Giustizia, giustizia“.  E “giustizia per Luca” si legge su uno striscione con al centro la foto del giovane: “Il tuo sorriso rimarrà per sempre nei nostri cuori”, si legge sopra l’immagine del viso sorridente di Varani. Un amico che lavorava insieme a lui racconta, mentre appende lo striscione: “Lavorava come me in carrozzeria, l’ultima volta l’ho visto il giorno prima dell’omicidio. Era un bravo lavoratore, un ragazzo eccezionale, veniva a lavorare con il sorriso e staccava con il sorriso. Ora è importante che ci sia giustizia per quelle due belve infami, speriamo non ci siano nefandezze a livello giuridico“. La paura adesso è che “i responsabili non scontino la giusta pena: quello è il problema”, conclude.

Su Facebook il padre di Marc Prato, ha scritto: “Oggi chi vuole, chi può, si unisca alle nostre preghiere nel ricordo di Luca, stringendosi intorno alla sua famiglia, ai suoi cari, perché la Misericordia del Dio buono non abbandoni nessuno nella disperazione, stia vicino a coloro che più soffrono, coltivi sentimenti che, senza annullare le colpe, lascino uno spiraglio alla pietà umana”. Intanto, dopo il racconto di Foffo davanti ai pm, in cui ha ricostruito passo passo quelle 48 ore di droghe e follia omicida, si attende il turno di Prato, il cui interrogatorio è stato rimandato a causa di problemi di salute.