Erano stati condannati per il pestaggio di Emmanuel Bonsu e ora tornano a processo per una vicenda che ricorda per alcuni aspetti il caso dello studente ghanese arrestato e picchiato nel 2008 a Parma. Tre agenti di polizia municipale, Andrea Sinisi, Mirko Cremonini e Marcello Frattini dovranno rispondere di fatti che risalgono a due anni prima della vicenda che portò la città ducale sotto i riflettori delle cronache nazionali. Sono accusati di avere picchiato nel novembre del 2006 un ragazzo ivoriano prima in strada e poi al comando di polizia, e di avere denunciato falsità anche nella relazione di servizio, dove lo accusavano di resistenza a pubblico ufficiale (accusa per cui poi il ragazzo è stato assolto). Lesioni e ingiurie aggravate dall’abuso di poteri e dalla discriminazione razziale, oltre che dalla minorata difesa della vittima per le circostanze del luogo in cui si svolsero i fatti, sono i reati che pendono sui tre agenti, che dovranno rispondere anche di calunnia per le false accuse rivolte al giovane. Coinvolta anche una collega, Ilenia Monica, estranea invece alla vicenda Bonsu, che insieme ai tre vigili è stata rinviata a giudizio per falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici per avere mentito nella relazione di servizio.

I fatti, secondo quanto riporta La Repubblica Parma, risalgono al 20 novembre del 2006. Lucien Aka Kouame, ivoriano che allora aveva 33 anni, a bordo del suo scooter venne fermato in piazza Garibaldi, pieno centro storico, a un posto di blocco della municipale. Secondo le ricostruzioni dell’accusa, l’uomo non avrebbe opposto resistenza al controllo e in seguito avrebbe proseguito a bordo del mezzo dirigendosi verso il vicino quartiere dell’Oltretorrente. Qui sarebbe stato raggiunto dagli agenti e uno dei tre, Sinisi, lo avrebbe colpito con un pugno rivolgendosi a lui con l’appellativo “africano bastardo”. A quel punto il 33enne sarebbe stato portato al comando e picchiato con un manganello e uno sfollagente, riportando contusioni al volto e agli arti guaribili in 15 giorni.

Per il ragazzo ci fu anche un processo in base alla denuncia degli agenti, che nella relazione di servizio dichiararono che l’ivoriano sarebbe fuggito per evitare il controllo, tentando di buttare a terra il vigile che lo inseguiva in scooter. Accuse che però sono cadute nel 2009 con l’assoluzione di Kouame perché il fatto non sussiste. Anche il giovane denunciò le violenze dei poliziotti, ma il caso venne archiviato e poi riaperto solo dopo la sua assoluzione. E ora, a distanza di dieci anni, dopo numerosi rinvii per la sostituzione del giudice, a processo ci sono i vigili.