Dopo le polemiche sollevate nei mesi scorsi sul tema, il Consiglio dei Ministri nella seduta del 19 febbraio ha impugnato il Piano casa della Regione Liguria. Immediata la reazione del governatore della regione Giovanni Toti: “In questi mesi – ha detto - la sinistra e i signori del no hanno strumentalizzato media e opinione pubblica cercando di impedire l’approvazione di un atto voluto dai liguri e utile al rilancio del lavoro e dell’economia del territorio. Pertanto non ci stupiscono e non ci preoccupano le rilevazioni del Governo che si riferiscono comunque ad aspetti non sostanziali della legge, ma a richieste di precisazioni di natura tecnica”.

Il governo ha impugnato la legge “in quanto – si legge in un comunicato di Palazzo Chigi – alcune disposizioni, consentendo interventi edilizi in aree tutelate senza prevedere il necessario rispetto delle procedure previste dalla legge statale e dall’ordinamento comunitario, violano la competenza legislativa esclusiva statale in materia di tutela dell’ambiente e di tutela del paesaggio, di cui all’articolo 117), della Costituzione. Altre disposizioni, riguardanti l’approvazione di varianti da parte della Regione senza le prescritte autorizzazioni paesaggistiche, violano l’art. 117, secondo comma, lettera s), della Costituzione, che riserva allo Stato la potestà legislativa in materia di tutela del paesaggio”.

Secondo l’assessore regionale all’Urbanistica Marco Scajola, “l’impugnativa del Governo nei confronti del Piano Casa non ha comunque messo in discussione la legge nel suo complesso. Abbiamo lavorato per mesi – precisa Scajola – confrontandoci con il territorio e tutte le categorie, facendo un lavoro prezioso, finalizzato a rilanciare una Liguria in ginocchio e a dare speranza a tante famiglie. La demagogia e l’ostilità dei signori del no e della sinistra compatta non fermeranno la nostra volontà di cambiare la nostra regione e di farla uscire dall’immobilismo che l’ha caratterizzata negli ultimi 10 anni. Andremo avanti con senso di responsabilità e determinazione”.

Di tutt’altro avviso le opposizioni, che disapprovavano il Piano. “Non ci voleva un esperto costituzionalista – è il commento del M5S – per capire che la legge, così come è stata fatta, era incostituzionale. Il Piano Casa si è rivelato per quello che è realmente: il Piano del Cemento”.