“Dopo una lunga attesa finalmente ci siamo” ha scritto Matteo Renzi su Facebook. Quasi 240 milioni di euro in tre anni per l’assistenza dei disabili gravi dopo la morte dei familiari. E 90 di questi subito per il 2016, già inseriti nella legge di Stabilità. E’ ciò che prevede la proposta di legge per il cosiddetto “Dopo di noi“, approvata dalla Camera e che ora sarà esaminato dal Senato per l’ok definitivo. Il testo è stato approvato in prima lettura con 374 sì, 75 no e 11 deputati si sono astenuti. A favore hanno votato Pd, Alleanza Popolare, Scelta Civica e Lega Nord, contrario il solo Movimento Cinque Stelle, mentre si sono astenuti i deputati del gruppo misto di Alternativa Libera-Possibile che riunisce alcuni ex M5s e Pippo Civati. Il provvedimento riguarda in particolare i disabili gravi con disturbi cognitivi e ha l’obiettivo di promuovere l’inserimento delle persone in istituti o residenze socio-sanitarie: una legge che attua i principi della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea e della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità.

La legge, scrive il presidente del Consiglio, “interessa direttamente migliaia di famiglie e riguarda il livello di civiltà di un paese intero”. “Per anni – aggiunge Renzi – il welfare a favore degli ultimi è stato un bancomat; anche in questo settore le cose sono cambiate. Le risorse per il dopo di noi infatti sono un’importante parte della nostra politica sul welfare, che ci ha fatto incrementare le risorse nella legge di stabilità per la lotta alla Sla, l’autismo, la lotta alla povertà e all’esclusione sociale”.

Dopo una lunga attesa finalmente ci siamo, la legge sul “dopo di noi” è stata approvata alla Camera e dopo il voto al…

Pubblicato da Matteo Renzi su Giovedì 4 febbraio 2016

“Questa è una giornata importante” ha detto Ileana Argentin, deputata Pd e promotrice del Dopo di noi. Intervenuta in Aula prima dell’approvazione, Argentin ha spiegato che “per la prima volta non si parla di camici bianchi intorno ai disabili: il profilo di questa legge è sociale e non sanitario e credo sia necessario ringraziare anche le cooperative, perché spesso, se non ci fossero loro, non avremmo risposte da dare a chi ha bisogno. Anche gli articoli sulle assicurazioni rappresentano elementi importanti e tutelano la libertà di scelta dei genitori di lasciare risorse o immobili ai figli con disabilità”. Secondo il ministro della Salute  Beatrice Lorenzin “questa legge va dunque finalmente a riempire un vuoto grave”. Soddisfazione anche da parte di Elena Carnevali, relatrice della legge: “Si pone fine all’insopportabile distinzione per categorie in vigore fino a ora – ha spiegato la parlamentare democratica – che ha obbligato le persone con disabilità grave al compimento dei 65 anni di essere considerati solo anziani e, quindi, espulsi dai progetti in cui erano inseriti. Il nostro obiettivo è di promuovere un’accoglienza diffusa con interventi innovativi di residenzialità che riproducano le condizioni abitative e relazionali della casa famiglia dentro le comunità in cui vivono”.

Il M5S ha contestato in aula la proposta, definendola “un favore alle assicurazioni e ai privati. “Per l’ennesima volta lo Stato arretra e viene messo da parte rispetto alla tutela della salute dei suoi cittadini. Lo chiariamo fin da subito: il problema – hanno spiegato i deputati Cinque Stelle – non sono i privati, che hanno il diritto di svolgere le loro attività, ma questi devo integrare l’offerta pubblica, non sostituirla”.

IL FONDO – Il centro della proposta di legge è l’istituzione di un fondo per l’assistenza alle persone con disabilità grave e disabili prive del sostegno familiare, al quale è possibile accedere con alcuni requisiti. Questi criteri saranno poi individuati da un decreto del ministero del Lavoro che sarà emanato 6 mesi dopo l’entrata in vigore della legge. Le Regioni dovranno definire i criteri per l’erogazione dei finanziamenti, la verifica dell’attuazione delle attività svolte e le ipotesi di revoca dei finanziamenti.

LE CASE – Le risorse del Fondo, ma anche il concorso di Regioni, enti locali, organismi del terzo settore o privati, serviranno per realizzare programmi ed interventi innovativi di residenzialità diretti alla creazione di alloggi, come ad esempio “case famiglia” per disabili, con l’intento di sviluppare programmi per il raggiungimento del maggior livello di autonomia possibile ai disabili senza assistenza.

DETRAIBILITÀ ASSICURATIVE – Nella dichiarazione dei redditi sarà possibile detrarre le spese sostenute per le polizze assicurative finalizzate alla tutela dei disabili, con l’incremento da 530 a 750 euro della detraibilità dei premi per assicurazioni versati per rischi di morte. Si prevede inoltre che i trasferimenti di beni e di diritti a causa di decesso, per donazione o a titolo gratuito e la costituzione di vincoli di destinazione a vantaggio di trust, siano esenti dall’imposta di successione e donazione, purché il trust persegua come finalità esclusiva la cura e l’assistenza della persona disabile.