“Non avevo intenzione di uccidere Carla… dopo averle dato fuoco, non l’ho nemmeno investita nonostante avessi potuto. Avevo intenzione di sfregiare il viso di Carla che è una ragazza molto bella”. Sono queste le parole che Paolo Pietropaolo – l’uomo di 40 anni che due giorni fa, a Pozzuoli (Napoli), ha dato fuoco a Carla Ilenia Caiazzo, 38 anni – ha pronunciato davanti al pm della Procura di Cassino nella caserma dei carabinieri di Formia (Latina), dopo essere stato fermato.

“Non avevo intenzione nemmeno di riconoscere la bambina, non sentendola mia”, ha aggiunto Pietropaolo che al magistrato ha confessato di avere lasciato alcune lettere in cui, invece, esprimeva la volontà di strangolare Carla Ilenia Caiazzo. “In queste lettere che lasciavo manifestando la volontà di suicidarmi manifestavo anche la volontà di uccidere Carla, in particolare dichiaravo di volerla strozzare”.

“Nelle sue lettere diceva di volere uccidere Carla, avrebbe quindi voluto uccidere anche sua figlia?”, gli ha domandato ancora il magistrato. Glaciale la sua risposta: “Si. Si, nonostante i miei familiari mi invitassero a superare questa crisi cercando di rifarmi una vita nuova”. Che la loro storia d’amore, iniziata quando erano ancora ragazzini, fosse finita Carla glielo aveva detto già a novembre. Nessun incontro, da quel momento in poi, neppure a Natale, periodo durante il quale Pietropaolo aveva maturato la decisione di volersi uccidere.

Lo scorso luglio, prima della rottura, la coppia aveva deciso di avere un figlio, attraverso la fecondazione assistita. Un mese dopo, però, Carla inizia ad allontanarsi da Paolo, terrorizzato dall’idea che Carla abbia iniziato un’altra relazione sentimentale. La conferma, racconta l’uomo, arriva circa 15 giorni fa, direttamente da Carla, nel corso di una telefonata. Paolo non riesce ad accettare il suo comportamento, definito “incoerente”. L’epilogo due giorni fa, con la folle decisione di darle fuoco, al culmine di una lite usando una bottiglia di alcol che aveva in un casotto nel giardino dell’abitazione di famiglia. Poi la fuga con la sua Lancia Y prima di sbattere contro un guadrail (guarda).

In serata, il gip del Tribunale di Cassino ha confermato il provvedimento di fermo nei confronti di Pietropaolo. Gli viene contestato il tentato omicidio pluriaggravato, tra l’altro, dalla premeditazione. Giovedì gli atti relativi alla vicenda saranno trasferiti ai magistrati della Procura di Napoli titolari dell’inchiesta, i pm Raffaello Falcone e Clelia Mancuso, che saranno coordinati dal procuratore aggiunto Luigi Frunzio.