Quattordici autobus distrutti dalle fiamme. Sembra inarrestabile l’escalation di intimidazioni che sta interessando la Calabria e, in particolare, la provincia di Reggio. Nella notte l’ennesimo episodio si è consumato a Locri: all’interno del deposito della società di autolinee “Federico” un incendio ha distrutto 14 mezzi. Anche se sono ancora in corso gli accertamenti dei vigili dei fuoco e dei carabinieri, non sembrano esserci dubbi sulla natura dolosa del rogo. Vicino a uno dei pullman, infatti, sarebbe stata trovata una tanica con ancora tracce di benzina. I vigili del fuoco sono riusciti a salvare solo un mezzo di quelli parcheggiati all’interno del deposito.

Gli inquirenti hanno sentito i titolari della società di autolinee nel tentativo di capire se, dietro l’intimidazione, c’è una richiesta estorsiva o soggetti legati alla criminalità organizzata. Le modalità, infatti, sono quelle che adotta la ‘ndrangheta per piegare imprenditori e commercianti. Occorre capire quali siano gli interessi che hanno portato i pullman Federico al centro di numerosi attentati (quattro in tre anni) e se si tratta di episodi collegati tra loro.

Quello di stanotte, infatti, non è il primo incendio subito dalla ditta nata nel 1929 e con oltre 200 dipendenti e 40 automezzi con corse di linea in tutta la Calabria. Nel febbraio 2013 sei autobus sono stati incendiati a Satriano, nel catanzarese. Tre mesi più tardi, a Santa Caterina dello Jonio un altro pullman è stato dato alle fiamme mentre si trovava nel piazzale antistante la stazione. Nel gennaio 2014 la storia si ripete sempre a Santa Caterina.

All’epoca il rappresentante legale della società Rosario Federico aveva dichiarato all’Ansa: «Se questi atti continueranno a perpetrarsi, l’azienda si vedrà costretta, suo malgrado, a ridimensionare i servizi e a licenziare del personale”. La storia si ripete e stanotte Giuseppe Federico si è recato a Locri dove ha visto i suoi pullman distrutti. Piangendo, ai microfoni del sito lentelocale.it ha dichiarato: “C’è solo amarezza e dispiacere. Nient’altro. Se riusciamo andiamo avanti, se no ci fermiamo. C’erano le telecamere di videosorveglianza nella zona e sono state sequestrate dai carabinieri”.

“Adesso siamo in ginocchio” aggiunge un dipendente della società: “Il danno ammonta a una cifra consistente. Ma non è solo il danno. Non abbiamo i mezzi per poter garantire i servizi di ogni giorno. Siamo stati messi sempre un po’ in ginocchio perché abbiamo avuto altri episodi. Ancora non abbiamo la certezza che l’incendio sia doloso. Non mi sono fatto nessuna idea. Non sappiamo che cosa fare. Io ho 50 anni. Dove vado a lavorare se chiudiamo?”.

Il sindaco di Locri Giovanni Calabrese è arrivato in contrada Riposo, dove si trova il deposito degli autobus, per constatare quanto accaduto e portare solidarietà al proprietario Giuseppe Federico”. “Di sicuro quanto accaduto – ha affermato il primo cittadino – ha creato nell’immediato disagi ai numerosi pendolari che ogni giorno utilizzano i mezzi della ditta. Solidarietà e vicinanza nei confronti dei numerosi dipendenti, con la speranza che nessuno di loro possa perdere il proprio posto di lavoro in seguito a questo episodio. Alle autorità preposte il compito di fare chiarezza”.