La politica resta giù dal palco, al microfono si alternano esponenti più o meno sconosciuti, che rappresentano associazioni, comitati, pezzi di società civile. C’è Mario Adinolfi, per esempio, che è una specie di idolo della folla: “Il ddl Cirinnà vuole attaccare il cartellino del prezzo al ventre delle madri”. Poco prima era stato accolto dall’ovazione della gente. Gli organizzatori dicono che al Circo Massimo c’è un milione di persone, poi i milioni diventano due, una cifra come minimo non verificabile se non addirittura inverosimile: per la Stampa che ha fatto due calcoli è “una bufala”, secondo l’Ansa in caso di affollamento non si va oltre il mezzo milione di persone. Una discussione che manda in tilt il senatore Carlo Giovanardi, fresco di ritorno tra le file del centrodestra: “Il giornalismo collettivo analfabeta o in malafede che sabato scorso aveva scritto che le associazioni Lgbt avevano portato in piazza 1 milione di persone (non arrivavano a 50mila) si sta attivamente operando per dimostrare che il Family day non ha retto il confronto – dice – Se gli organizzatori del Family day si fossero comportati come i cantaballe di “sveglia Italia” avrebbero dovuto parlare di 12 milioni di presenti”.

Ma al coordinatore del Family Day Massimo Gandolfini va bene in ogni caso: “Questa non è una piazza contro – dice – E’ l’unico modo civile e onesto, per noi che non abbiamo lobby potenti, per mostrare qual è il sentire comune”. La politica non è visibile, dunque, ma in realtà è ovunque. Viene evocata, interrogata, provocata, strattonata, si confronta, scende a patti. Spunta subito uno striscione che suona come un avvertimento: “Renzi, ci ricorderemo”. Adinolfi dal palco ribadisce: “Qui c’è un popolo che dice una cosa chiara, poi la politica può ascoltare o no. Può decidere di non ascoltare, ma se lo farà il popolo ricorderà”. E Angelino Alfano, che è ministro dell’Interno e non ha potuto partecipare, non ha rinunciato a incontrare Gandolfini, al Viminale, poco prima della manifestazione, insieme all’altro ministro Ncd, Enrico Costa, nominato da 48 ore, che ha una frittata di deleghe (la principale è quella agli Affari regionali, ma ha anche quella, simbolica, alla Famiglia). “Adesione piena a obiettivi manifestazione” twitta Alfano. 

Se aderisce pienamente, però, il Nuovo Centrodestra sarà d’accordo con quella che poi è la dichiarazione esplicita del motivo del Family Day. “Questo ddl Cirinnà non è accettabile dalla prima all’ultima parola”. Quindi “deve essere totalmente respinto” perché “è messa in discussione la verità stessa dell’uomo, non si possono fare mediazioni”, “l’uomo e la donna formano il matrimonio, le altre sono alchimie“. L’adrenalina del palco spinge in avanti il leader del giorno della famiglia, in piazza con molti bambini, passeggini, palloncini, cartelli, croci e anche un po’ di Casa Pound (senza bandiere di partito): “Non è possibile che ci sia una classe politica ideologica. Le femministe dovrebbero vomitare all’idea che si possa comprare l’utero” aggiunge Gandolfini. Arriva a tirare fuori anche un problema di conti pubblici: “L’Italia è un paese ricchissimo tanto da potere allargare il diritto ad avere la pensione? Nel nostro Paese un milione e 420 famiglie sono al di sotto della soglia di povertà”. Da qui parte la sfida, l’appello, l’avvertimento ai parlamentari: “Un giorno delle vostre azioni dovrete rendere conto”, “Qui ci sono elettori di tutti i partiti. Vi dico: guardate chi ci sta aiutando e chi vi oscura”, “I prossimi passaggi della legge li seguiremo minuto per minuto e vedremo chi ha ascoltato il messaggio di questa piazza e chi lo ha messo sotto i tacchi”.

E vedremo chi ha ascoltato il messaggio tra i politici al Circo Massimo. Tra la folla c’è molta Area Popolare, il partitino che oggi dovrebbe fare un miracolo per superare la soglia di sbarramento del 3 per cento: c’è il ministro all’Ambiente Gian Luca Galletti, c’è Renato Schifani, c’è ovviamente Paola Binetti, c’è Maurizio Lupi (“La famiglia è una sola: padre, madre e figli”), c’è Maurizio Sacconi, il cui entusiasmo esonda: “E’ la più grande manifestazione del Dopoguerra per difendere la Costituzione materiale e formale”. Per il centrodestra c’è più Forza Italia che Lega Nord. Tra i berlusconiani si fanno vedere Maurizio Gasparri, Altero Matteoli, Renato Brunetta, Giovanni Toti. Per il Carroccio si vede Barbara Saltamartini, l’europarlamentare Lorenzo Fontana, ma soprattutto il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni. Ci sono i fuoriusciti del Nuovo Centrodestra (ora si chiamano “Idea”) Gaetano Quagliariello, Eugenia Roccella e Carlo Giovanardi, tutti tradizionalmente scatenati sui temi etici. Infine la leader dei Fratelli d’Italia Giorgia Meloni che aspetta proprio oggi per annunciare di essere incinta: “Ho appena scoperto di aspettare un bambino”, e per questo “sempre più convinta che il ddl è una legge contro i bambini”. 

E il Pd? In piazza c’è solo Beppe Fioroni, habitué del Family Day da anni, ma lui sottolinea che “sulle adozioni c’è una marea di elettori Pd che è qui. Sulle adozioni bisogna stare attenti”. Ma la linea ufficiale resta e la esprime il vicesegretario Lorenzo Guerini: “”Quando tante persone scendono in piazza per esprimere con civiltà le proprie opinioni è segno che la democrazia è viva. E’ successo oggi come la scorsa settimana (con le manifestazioni a favore della legge, ndr). Compito della politica è ascoltare tutti, confrontarsi con tutti e poi assumersi la responsabilità della decisione”. Quanto il Partito democratico si presenterà compatto si saprà dalle prime votazioni al Senato, martedì: i primi passaggi saranno le pregiudiziali di costituzionalità.

CRONACA ORA PER ORA

16.22 – L’Osservatore Romano: “Partecipazione ampia e trasversale”
L’Osservatore Romano benedice il Family Day. “Un giorno per la famiglia”, è il titolo scelto dal quotidiano della Santa Sede per descrivere lo spirito della manifestazione al Circo Massimo. “Partecipazione ampia e trasversale, espressione di tutte le anime della società italiana, per il Family Day, la manifestazione contro il disegno di legge che introduce le unioni civili per le persone omosessuali ‘quale specifica formazione sociale'”, registra il quotidiano della Santa Sede.

16.14 – Gandolfini ai politici: “Vedremo chi ci aiuterà e chi no”
“Qui ci sono elettori di tutti i partiti. Vi dico: guardate chi ci sta aiutando e chi vi oscura” sullo stop al ddl Cirinnà. “I prossimi passaggi della legge li seguiremo minuto per minuto e vedremo chi ha ascoltato il messaggio di questa piazza e chi lo ha messo sotto i tacchi”. Lo afferma Massimo Gandolfini al Family Day chiudendo la manifestazione al Circo Massimo.

16.09 – Gandolfini: “Inaccettabile adozione mascherata da affido”

16.05 – Gandolfini: “Ddl Cirinnà sia totalmente respinto”
“Il ddl Cirinnà sia totalmente respinto: non bastano operazioni di maquillage”. Così Massimo Gandolfini dal palco del Family Day. “Non è possibile che ci sia una classe politica ideologica. Le femministe dovrebbero vomitare all’idea che si possa comprare l’utero”, ha proseguito Gandolfini. “E’ messa in discussione – dice – la verità stessa dell’uomo, non si possono fare mediazioni”.

15.58 – Gandolfini: “Senza limiti la nostra società diventa folle”

15.53 – Meloni: “Sono incinta e sono sempre più convinta del no a legge”
“Ho appena scoperto di aspettare un bambino”, e per questo “sempre più convinta che il ddl è una legge contro i bambini”. Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, annuncia al Family Day di essere incinta. “Questa manifestazione non è assolutamente fatta contro qualcuno se non contro il ddl Cirinnà. Il vero obiettivo di quella legge – spiega la Meloni – sono le adozioni per le coppie omosessuali”.

15.14 – Gandolfini: “Siamo due milioni” “Volevo annunciarvi che siamo due milioni”. Lo dice Massimo Gandolfini, organizzatore del Family Day, prendendo la parola dal palco al Circo Massimo a Roma. L’annuncio è stato accolto da una ovazione dei manifestanti contro il ddl Cirinnà.

15.05 – Adinolfi: “Il ddl Cirinnà vuole il prezzo al ventre delle madri” “Il ddl Cirinnà vuole attaccare il cartellino del prezzo al ventre delle madri”. Lo ha detto il deputato Pd Mario Adinolfi, parlando dal palco del Circo Massimo a Roma dove è in corso il Family Day. “I diritti civili esistono e sono quelli dei figli”,ha aggiunto Adinolfi che ha poi concluso spronando i manifestanti a urlare “No Cirinnà”.

14.45 – Brunetta: “Il Paese è qui, non con Renzi”
“Partecipo pienamente e consapevolmente alla battaglia di questa bella piazza”. Così, parlando con i giornalisti, il capogruppo di Forza Italia alla Camera Renato Brunetta dal Circo Massimo. “Il Paese non è con la minoranza di Renzi, il Paese è qui, ci sono laici e cattolici”, osserva Brunetta. “Abbiamo presentato decine di emendamenti sulla base dei nostri valori: no al ddl Cirinnà, no all’utero in affitto, sì al riconoscimento delle coppie omoaffettive senza oneri per lo Stato. Porteremo avanti questa battaglia”.

14.44 – Gandolfini: “Non è una piazza contro” “Siamo tantissimi, molti più di quelli che pensavamo” ma “questa piazza non è contro nessuno”. Lo afferma Massimo Gandolfini, organizzatore del Family day, prendendo la parola al Circo Massimo a Roma e dando il via alla manifestazione che chiede lo stop al ddl Cirinnà sulle unioni civili e le adozioni omosessuali.

14.38 – Adinolfi: “Se Renzi non ascolta, il popolo se lo ricorderà”
“Non vedo due piazza contrapposte con quella della scorsa settimana, non vedo due piazze simili. Vedo qualcosa di diverso qua. Non c’è da contrapporre. Qui c’è un popolo che dice una cosa chiara, poi la politica può ascoltare o no. Ho visto uno striscione che dice: ‘Renzi ci ricorderemò. Può decidere di non ascoltare, ma se lo farà il popolo ricorderà”. Lo ha detto Mario Adinolfi intervenendo dal palco sul Family Day.

14.05 – Gandolfini: “Renzi dovrà tenere conto di questa piazza”
“Renzi dovrà tenere conto di questa gente e di questa piazza”. Così Massimo Gandolfini, leader del Family day dal palco del Circo Massimo.

13.38 – Gli organizzatori: “Siamo un milione”
“Siamo un milione e vi sono partecipanti da tutto il mondo: l’Asia, l’Africa, l’Europa, il Sudamerica”. E’ stato appena detto dagli organizzatori del Family Day, dal palco allestito al Circo Massimo.

13.38 – Anche la moglie di Alfano in piazza
Mentre Angelino Alfano non parteciperà al Family Day, a causa del suo ruolo di ministro dell’Interno, la moglie del responsabile del Viminale è invece in piazza. Tiziana Miceli partecipa dunque alla manifestazione al Circo Massimo, mentre Alfano ha incontrato al Viminale – insieme al neo ministro agli Affari Regionali (con delega alla famiglia) Enrico Costa – il portavoce del comitato ‘Difendiamo i nostri figlì che ha organizzato il Family Day.

13.10 – C’è anche Casa Pound (senza bandiere)
Anche Casa Pound partecipa alla manifestazione del Family Day contro il ddl Cirinnà al Circo Massimo a Roma: un centinaio di militanti senza bandiere del movimento hanno esposto uno striscione con la scritta “Madre, padre, figlio, famiglia, popolo, nazione, identità, libertà”. “Non abbiamo simboli di Casa Pound ma abbiamo portato le bandiere tricolore per non disturbare la manifestazione”, spiegano alcuni manifestanti collocati in fondo alla piazza.

12.58 – Striscione: “Renzi ci ricorderemo”
La manifestazione del Family Day al Circo Massimo a Roma assume una connotazione politica: di fronte al palco dove interverranno gli organizzatori dell’evento che chiede lo stop del ddl Cirinnà sulle unioni omosessuali e la stepchild adoption spunta uno striscione con la scritta “Renzi ci ricorderemo”.

11.54 – Guerini: “Ascolteremo, ma non si torna indietro”
“Noi ascoltiamo le piazze e ascolteremo anche le ragioni di quella di oggi, con la consapevolezza che come Governo stiamo lavorando sul fronte della famiglia”. Così il vicesegretario del Pd, Lorenzo Guerini, ha risposto sul Family Day a margine della inaugurazione dell’anno giudiziario a Milano. “Ma – ha subito aggiunto – sulla legge per le unioni civili non si torna indietro. Quando c’è un tema che riguarda i diritti delle persone è un dovere occuparsene. Ascolteremo tutti e cercheremo una convergenza più ampia possibile”. 

11.18 – Capezzone: “Voterò a favore del ddl Cirinnà”
“Sono molto lieto che il nostro movimento Conservatori e Riformisti abbia scelto una linea di libertà di coscienza sul ddl in materia di coppie di fatto. Così, com’è assolutamente naturale su tematiche di questo tipo, ognuno di noi si esprimerà secondo le proprie convinzioni e sensibilità. In questo quadro, da liberale, preannuncio che voterò a favore, quando il provvedimento arriverà alla Camera” della legge sulle unioni civili. Lo scrive in una nota Daniele Capezzone, deputato dei Conservatori e Riformisti.

11.12 – Toti: “Non è una manifestazione contro”
Al Family Day “ci sarà il gonfalone come promesso della Regione Liguria. Questa non è una manifestazione contro qualcuno ma è una manifestazione per dire alle tante famiglie italiane che hanno sofferto tanti anni di crisi che le istituzioni ci sono e che quando si fa una legge sulle famiglie bisogna stare attenti alle loro esigenze”. Lo ha detto il governatore della Liguria Giovanni Toti.

10.15 – Santanchè: “Al Family Day la parte sana del Paese”
“Al Family day ci sarà la parte sana dell’Italia, quella che non crede che il futuro si chiami utero in affitto e figli surrogati. La sinistra ha gettato alle ortiche la chance del riconoscimento dei diritti alle unioni civili perchè è ancora intrisa di ideologia: peggio per loro, di sicuro non gli permetteremo di mettere a repentaglio valori come il matrimonio tra un uomo e una donna o di dare vita al mercato dei bambini”. Lo scrive in una nota Daniela Santanchè di Forza Italia.