Non è passato neppure un mese dalle polemiche di fine anno sul superamento del livello di polveri sottili nell’aria, e i limiti di concentrazione di Pm10 tornano a essere “fuorilegge”. A fine dicembre, infatti, l’Arpa aveva rilevato concentrazioni oltre i livelli consentiti sia a Milano che a Roma, nonostante targhe alterne e blocco del traffico. Un panorama che si ripete in questo inizio 2016 visto che sono bastate meno di quattro settimane per fare andare in scena lo stesso copione nelle principali città italiane. Tanto che, se le condizioni meteo non cambieranno, “anche quest’anno già a fine febbraio diverse città arriveranno al consueto superamento del limite dei 35 giorni annui di sforamento consentiti di Pm10 – precisa Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente – Tra queste, a rischio Frosinone e l’intera area padana”. Occhi puntati anche quest’anno su Lombardia, Lazio e Veneto, queste le tre Regioni più inquinate. Mentre a Milano siamo al 13esimo giorno (non consecutivo) di superamento del limite di Pm10, infatti, scattano misure a Roma e Napoli. Situazione critica anche in Veneto, dove il Pm10 è arrivato a superare i 180 microgrammi (su un livello consentito di 50). E, complice l’assenza di precipitazioni – che aiuterebbero a spazzare via lo smog e a rendere l’aria pulita – la concentrazione di inquinanti è destinata a continua a salire.

Lombardia, tutte le province in stato di emergenza
Nessuna provincia lombarda si salva: a meno di cambiamenti climatici improvvisi, venerdì 29 gennaio tutte le province della Lombardia dovrebbero arrivare al decimo giorno consecutivo di superamento del limite di Pm10, fatta eccezione per Milano, Pavia e Cremona, che hanno già varcato questo limite giovedì 28 gennaio. “Ieri abbiamo registrato, nella gran parte delle stazioni lombarde e per il nono giorno consecutivo, superamenti significativi del limite giornaliero previsto dalla direttiva europea – precisa Bruno Simini, presidente Arpa Lombardia – Milano con oltre il doppio e Bergamo, Brescia Cremona e Mantova con quasi al triplo del consentito”. Per entrare nel dettaglio, gli ultimi dati di giovedì 28 gennaio mostrano un picco, a Milano, di 110 µg/m³ in via Pascal. Sempre secondo Arpa Lombardia, concentrazioni più elevate a Bergamo (149 µg/m³), Brescia (152 µg/m³), Cremona (145 µg/m³) e Mantova (173 µg/m³). Se sono stati una decina i giorni consecutivi di smog “fuorilegge” a Milano, da inizio anno – complessivamente – se ne contano almeno 13, mentre 12 sia a Brescia che a Bergamo.

Veneto, dieci giorni consecutivi di inquinamento alle stelle
Molto critica” è la secca definizione sull’inquinamento dell’aria data dall’Agenzia regionale per la prevenzione ambientale del Veneto. “Da domenica 24 gennaio le concentrazioni di polveri sottili restano abbondantemente sopra i 100µg/m3, a esclusione del Bellunese e dell’area Alpina”, fanno sapere da Arpa”. Dando uno sguardo all’intero mese, registrati fino a dieci giorni di superamento consecutivi del limite in tutte le provincie a eccezione di Verona e Belluno. Un panorama che non migliora scendendo verso l’Emilia Romagna. “Viaggiamo tra un massimo di 13 giorni di superamento del livello di legge a Modena Giardini a un minimo di due nelle zone dell’Appennino – fa sapere a ilfattoquotidiano.it Marco Deserti di Arpa Emilia Romagna – Nelle aree urbane, in media, a gennaio si è sforato il limite di concentrazione di Pm10 in almeno una decina di giornate, soprattuto a Modena, Piacenza e Rimini”. Da gennaio, molte le giornate con livelli di smog “fuorilegge” registrate anche dalle centraline nelle Marche: Falconara (10), Fano (10), Jesi (9) e Pesaro (11)

Frosinone, da inizio anno 19 giorni di smog “fuorilegge”
Non migliora la situazione scendendo verso la capitale. Stando ai dati pubblicati da Arpa, a Roma, Viterbo e Rieti giovedì 28 gennaio non vi è stato il superamento del limite di 50 microgrammi. Si va oltre il tetto di smog, invece, in una centralina di Latina (Gaeta Porto) e in tre posizionate nella zona critica di Frosinone (a Ceccano, Frosinone scalo, via Mazzini). In Lazio, quindi, l’interruzione di ieri non ha portato a un’alto numero di giorni consecutivi con smog alle stelle, ma se si guarda la media degli sforamenti dal 1 al 27 gennaio, si nota come a Roma Tiburtina siamo arrivati a sette giorni di limiti “fuorilegge”, dieci a Roma-Colleferro Europa. Dente dolente della regione, però, resta Frosinone, con un picco di 19 giorni totali di superamento di Pm10 nella zona di Ceccano e 18 in quella di Frosinone scalo.

Protocollo di intesa, quando intervenire non è vincolante
Un passo in avanti si era cercato di farlo quando, il 30 dicembre, sull’allarme polveri sottili, ministro, Regioni e Comuni si erano incontrati per siglare il “Protocollo di intesa per migliorare la qualità dell’aria”. Tra le misure firmate anche quelle da adottare in casi di emergenza, ovvero quando si arriva al superamento di concentrazione di Pm10 per sette giorni consecutivi. Dopo una settimana di smog intenso, quindi, viene chiesto a Regioni e Comuni di incentivare il trasporto pubblico, ridurre di 2°C le temperature massime dei riscaldamenti e abbassare di 20 km/h il limite di circolazione nei centri cittadini. “Un protocollo stilato in fretta e furia – commenta a ilfattoquotidiano.it Alessandro Di Menno di Ispra – Dove non c’è nessun obbligo da parte delle amministrazioni. Un testo che ‘suggerisce’, ma non chiede di intervenire”. Secondo l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, inoltre, nell’assenza di norme vincolanti il rischio è che si inizino a contare i sette giorni consecutivi di inquinamento solo dopo che sia già stato superato il limite di 35 giorni annui di sforamento consentiti di Pm10.

In poche parole, anche nel caso in cui ci sia una settimana di livelli “fuorilegge” di Pm10, “il sindaco può valutare in tutta autonomia se intervenire o meno”, chiude Marco Deserti di Arpa Emilia Romagna. “All’atto pratico, tutte le città stanno prendendo misure in ordine sparso – precisa la presidente di Legambiente Lombardia Barbara Meggetto – In Lombardia, per esempio, il protocollo della Città metropolitana (che deriva da un’ordinanza del 2012 aggiornata ai primi di dicembre, ndr) in caso di emergenza smog è stato siglato solo da una ventina di Comuni su 134. Cosa succede se un’amministrazione non prende nessuna iniziativa contro l’inquinamento? Semplicemente, niente”.