Prima ha preso a pugni l’autista, poi con un mazzafrusto, la famosa arma medievale composta da una catena e una palla di ferro chiodata all’estremità, ha inveito contro lo scuolabus con dentro 24 bambini e la loro accompagnatrice terrorizzata. Il fatto è successo a Bologna intorno alle 8 del mattino di lunedì 25 gennaio, in via San Mamolo, la strada che dal centro si inerpica su per i colli. Il pulmino giallo della coop Cosepuri (che gestisce in appalto il servizio di trasporto degli studenti per conto del Comune), con a bordo solo l’autista 29enne e l’accompagnatrice, dopo avere portato a scuola un primo gruppo di bimbi, stava per caricare altri 24 alunni, compresi quattro che frequentano le scuole dell’infanzia della zona.

Tutto è nato a questo punto da un primo episodio, apparentemente banale. All’angolo con via Codivilla, una Clio non ha rispettato la precedenza e ne è scaturito un piccolo tamponamento con lo scuolabus. Niente di grave, ma quando l’autista del pullman è sceso per vedere i danni è partito subito un diverbio con il conducente dell’auto, un 50enne di origine napoletana, residente a Bologna. L’autista, dopo avere ricevuto un pugno, che gli è valso sette giorni di prognosi, si è difeso, non è chiaro se spingendo il 50enne o rendendogli un pugno. Ad ogni modo, quella che sembrava una semplice scazzottata, è finita lì.

Poco dopo, il bus questa volta con a bordo i bambini è ripassato dallo stesso punto: ma la Clio e il suo proprietario erano ancora lì. Non è chiaro cosa abbia scatenato l’ira del 50enne che, forse per regolare i conti dopo la lite di poco prima, ha tirato fuori dal portabagagli un vero e proprio mazzafrusto, che avrebbe cominciato a fare roteare in aria anche vicino ai finestrini dello scuolabus. Solo le urla terrorizzate dell’educatrice che gli chiedevano di andare via perché c’erano dei bambini, avrebbero fatto cambiare direzione al cinquantenne che a quel punto, con una mazzata, ha crepato il parabrezza del pulmino, che comunque ha retto l’urto.

Lo scuolabus a quel punto è ripartito verso le scuole dove alcuni bambini, che sono arrivati in aula che piangevano, sono stati seguiti da una pedagogista. L’autista e l’educatrice sono andati a fare denuncia segnalando anche la targa dell’automobile che nel pomeriggio, polizia municipale e Carabinieri – coordinati dal procuratore aggiunto Valter Giovannini – sono riusciti a rintracciare. Il cinquantenne è ora indagato per lesioni, interruzione di pubblico servizio, danneggiamento aggravato e porto di oggetti atti a offendere. Il mazzafrusto è stato sequestrato. Lo stesso indagato nella mattinata di lunedì 25 gennaio ha querelato, per lesioni, l’autista del pulmino e fornito la sua versione dei fatti alla polizia municipale.