“Questa non è una nuova fase, Beppe sarà sempre con noi. Ma ormai il Movimento può camminare con le proprie gambe, e lui ha diritto di riprendersi la sua libertà”. Alessandro Di Battista risponde dopo la manifestazione del 24 gennaio dei Cinque Stelle ad Arezzo, assieme “ai risparmiatori truffati da Banca Etruria”, come recita il blog di Beppe Grillo. E proprio Grillo ha suscitato clamore con un’intervista al Corriere della Sera, in cui parla del suo imminente spettacolo teatrale, ma soprattutto pare distaccarsi dal M5s. “Non mi sto allontanando, diciamo che faccio un passo di fianco, voglio riconquistare la mia libertà”, spiega il fondatore. Che ribadisce di voler rimanere “il garante delle regole”. E poi assicura: “Io non sono il leader dei 5 Stelle, e non ci deve essere alcun leader”.

Di Battista, partiamo da Arezzo. Per il Pd eravate “quatto gatti”.
Si dovrebbero vergognare: i cittadini presenti si aspettavano che il Pd ci mettesse la faccia, che desse soluzioni. E invece i democratici stanno lì a discutere se eravamo mille, duemila o tremila.

In piazza c’eravate lei, Luigi Di Maio e altri parlamentari. Ma non c’era Beppe Grillo, a cui pure avevate chiesto di partecipare. E che oggi pare aver detto addio al M5S…
Poco fa Beppe mi ha telefonato facendoci i complimenti per la manifestazione, che ha seguito in streaming. Lui è fiero del Movimento, e non fa un passo indietro, lo fa di fianco. Vuole riprendersi la sua libertà, che si merita tutta. Ma non ci abbandonerà mai.

Però da tempo è sempre più lontano. Lo sentite ancora?
Io lo sento regolarmente, e parliamo di tutto. Dei problemi del Paese, del nostro reddito di cittadinanza, e della sua carriera.

Secondo Grillo “la politica è una malattia mentale”.
Ha totalmente ragione. Dovrebbe essere un modo di risolvere i problemi della gente, ma la partitocrazia risponde ad altri interessi.

Un altro passaggio: “Ci sarà sempre più una diffusione dei poteri all’interno del Movimento”. Significa che il Direttorio verrà allargato?
Il tema non è quello. Ormai il Movimento ha centinaia di eletti, e c’è sempre più bisogno di organizzazione. In quest’ottica, sempre più persone avranno responsabilità. Ma questo non è sinonimo di potere decisionale, piuttosto di possibilità organizzative.

Tradotto?
Più crescono i Comuni guidati dal M5s, più ci sarà bisogno di una squadra che li segua. Ma ciò vale per tutti gli ambiti elettivi e territoriali.

Quante scorie lascerà il caso Quarto? Lei ha ammesso lentezze nel decidere sull’espulsione del sindaco Capuozzo.
Abbiamo impiegato cinque – sei giorni a decidere, quelli per leggere le carte. E abbiamo preso una scelta che ci inorgoglisce. Certo, noi del M5s ci avremmo dovuto mettere 48 ore, perché non siamo come i partiti. Ma questi attacchi ci rafforzano.

Di Maio ha detto che potreste far vagliare le liste alla Direzione nazionale antimafia.
Sul tema abbiamo depositato un disegno di legge alla Camera. Vogliamo aumentare i controlli, a fronte del Pd che fa entrare le mafie e gli offre il caffè. Ma evitare le infiltrazioni al 100 per cento non sarà mai possibile.

Cambierete i metodi di selezione?
Pensiamo sempre a migliorare. E per le amministrative non abbiamo mai avuto un metodo unico.

Lei ha dichiarato: “Banca d’Italia deve tornare a essere controllata dai cittadini e non dalle imprese private”. Volete davvero riformare la banca centrale?
Assolutamente sì, la commissione Finanze è già al lavoro. Bankitalia attualmente è una società per azioni, controllata anche da quegli istituti privati su cui dovrebbe vigilare. È un conflitto d’interessi enorme, e va risolto cambiando la governance dell’istituto. E poi manca una vera banca centrale che conceda credito alle imprese, come accade invece in Germania. In Italia il credito lo danno solo agli amici degli amici, come nel caso di Banca Etruria.

Cosa pensate di fare?
Stiamo lavorando. Di certo gli organi istituzionali devono essere sottoposti a maggiori controlli pubblici.

Intervistato a In Mezz’ora, il finanziere Davide Serra ha detto di aver investito con il suo fondo Algebris nei bond di Mps “per dare un messaggio al capitale globale”.
Ha approfittato dei prezzi molto bassi delle azioni per fare un po’ di speculazione. Ma è il suo mestiere.

Secondo Serra “quelli che ci definiscono speculatori sono ignoranti”.
Io non posso escludere che dalla presidenza del Consiglio o dalla Banca d’Italia partano pizzini con consigli per chi ha finanziato Matteo Renzi. Certo, non è il caso di Mps. Ma il sospetto che ci sia un sistema che si arricchisce sulla speculazione, informando gli amici giusti, ce l’ho. L’abbiamo visto con Banca Etruria, e con le Popolari.

da il Fatto Quotidiano del 25 gennaio 2016