Il vecchio stadio Ezio Scida è tornato a riempirsi. Un pelo in meno di quanto accadde nel settembre 2006, quando a Crotone arrivò la Juventus e il direttore della Asl, Thomas Scheyll, fu costretto a vietare le visite nel vicino ospedale San Giovanni di Dio per evitare che i tifosi trasformassero in un’insolita tribuna i corridoi con affaccio sullo stadio. L’entusiasmo è però a livelli ancora maggiori. Perché all’epoca si trattava di una partita evento a causa dei bianconeri retrocessi in B dopo lo scandalo Calciopoli, mentre quest’anno lo spettacolo è offerto dal Crotone e si ripete di settimana in settimana.

I calabresi sono primi in Serie B e, dopo la curva di metà campionato, la parola “promozione” inizia a essere pronunciata non solo a bassa voce. Tutto lecito, lo dicono i numeri: otto punti di vantaggio sul terzo posto, che non garantisce il salto diretto di categoria; 17 sull’Entella, ai piedi della zona playoff. Tanti, troppi, per continuare a nascondersi come fa l’allenatore Ivan Juric. Parla di salvezza con 48 punti già in pancia mentre tutti iniziano a mettere da parte la favoletta del “miracolo”. È stato giusto usarla dopo le prime giornate, quando il Crotone ha messo in chiaro che avrebbe potuto spaventare il Cagliari, tritato lunedì sera con un calcio da far invidia a mezza Serie A.

In estate i sardi avevano fatto shopping di lusso al piano di sopra, mentre i rossoblù erano reduci da una salvezza conquistata all’ultima giornata. In panchina la novità del tecnico croato, già protagonista come calciatore nella città di Pitagora, e una rosa che in buona parte ricalcava quella del 2014/15. Pochi gli arrivi finiti nell’undici titolare: Yao dalla Primavera dell’Inter, Andrea Barberis e Leonardo Capezzi reduci da una stagione complicata con il Varese. E poi l’ingaggio del carneade Ante Budimir, attaccante arrivato dal Sankt Pauli, Serie B tedesca, con un bottino – si fa per dire – di un solo gol in dieci mesi. Per il resto, ecco i rilanci di Martella, Stojan, Ricci e Salzano: tutti giocavano poco o non ai livelli di quest’anno. Due cifre rendono l’idea di quanto il piano sia riuscito: Budimir ha segnato 10 reti, Martella ha fatto boom sfornando 8 assist.

Il calciomercato estivo si è chiuso con un saldo positivo di 2 milioni di euro, il budget messo a disposizione dai proprietari, i fratelli Raffaele e Gianni Vrenna, poche settimane fa ritenuti dal Tribunale di Crotone totalmente estranei alle ‘ndrine calabresi dopo le accuse avanzate da tre pentiti, non si avvicina a quello delle grandi del campionato. Ma il vero valore aggiunto siede in panchina. Juric ha saputo rigenerare alcuni elementi ed esaltare le qualità inespresse di altri. Alle spalle tattica e grande accuratezza nel preparare le partite, ma anche alcuni aspetti motivazionali. Ogni giorno la squadra fa colazione insieme prima dell’allenamento, poi scende in campo e pranza attorno allo stesso tavolo. Un modo per cementare il gruppo, giovane e pieno di entusiasmo.

Juric ha infatti in rosa 19 elementi under 25. Tra questi, si contano otto, nove elementi stabilmente titolari. Dell’undici scelto per il big match contro il Cagliari, giocato davanti agli occhi interessati del ds dell’Inter Ausilio e del ct dell’Under 21 Gigi Di Biagio, solo il portiere Cordaz e il centrale Claiton sono nati prima del 1990. Non una novità per una società che negli ultimi anni ha creduto e sviluppato il talento di Alessandro Florenzi, Danilo Cataldi e Federico Bernardeschi poi rientrati a Trigoria, Formello e Firenze con un bagaglio pieno di esperienza e gol. Un’isola felix che oltre a dare valore al futuro dei calciatori, inizia a pensare anche al proprio. Il club, il Comune e la Lega Serie B si sono recentemente incontrati per pianificare una nuova casa per i tifosi crotonesi. La società B Futura, interna alla lega, realizzerà uno studio per l’ammodernamento immediato e l’ampliamento fino a 10mila posti dello Scida, oltre a progettare un nuovo stadio che possa ospitare 16.500 spettatori. “Un atto dovuto al di là dei risultati”, ha spiegato il sindaco Peppino Vallone.

Perché il Crotone ha basi solide e la stessa, appassionata, proprietà dal 1992. In quell’anno i Vrenna rilevarono l’A.P. Nuova Crotone in Prima Categoria dando una speranza dopo il fallimento della vecchia società. Sono seguite tante promozioni e qualche delusione. E il continuo lancio di prefetti sconosciuti come Mirante e Nocerino, Konko e Gastaldello, fino alle perle di Florenzi e Bernardeschi. Ogni anno il valore di un giovane costruito a Crotone è sempre uguale alla somma del valore di due giocatori costruiti altrove. Roba che Pitagora potrebbe elaborarci un nuovo teorema.

Twitter: @andtundo