Giuro che se si dimostra che ho preso un euro, un rublo, un dollaro, una peseta da Putin e dal Kgb, mi dimetto da segretario della Lega”. Sono le parole del leader della Lega, Matteo Salvini, intervenuto come ogni lunedì nella trasmissione La Zanzara, su Radio24. Il capo del Carroccio commenta il retroscena pubblicato dal quotidiano britannico The Telegraph, secondo cui scorrerebbero fiumi di denaro elargiti da Mosca alle casse dei partiti euroscettici, come ad esempio la Lega Nord. “Gli 007 americani dicono che prendo soldi da Putin? Certo, mi offre ogni tanto anche delle brioches alla crema. Mai visto un quattrino. La verità è che al massimo sono tornato da Mosca carico di Masha e Orso per i miei bimbi, perché c’era un nel negozio di giocattoli che mi son pagato io ovviamente. E poi una volta, veramente, erano i ‘compagni’ che tornavano con le valigie piene di rubli da Mosca e non mi sembra che l’abbiano mai nascosto”. Salvini si pronuncia poi sull’iniziativa del deputato Pd Emanuele Fiano, che vorrebbe vietare la vendita di cimeli e souvenir fascisti: “E’ una follia, è una proposta fuori di testa. Ma poi ci sono anche in giro le magliette con l’effigie di Che Guevara, dobbiamo mettere fuori legge anche le t-shirt di uno che ha migliaia di morti sulla coscienza? Se facciamo la contabilità dei morti tra fascismo e comunismo, non so chi la vince. Io simboli li lascio e li consegno alla storia. Quando ero al liceo, mi avevano regalato due magliette con Che Guevara, ma non andavo certamente in giro con quelle t-shirt. Solo una volta misi una spilletta di Che Guevara con la bandiera dei Paesi baschi, nei tempi in cui ero leader dei giovani comunisti padani”. Inevitabile il riferimento all’ex ministro Fornero: “Non rinnego nulla del mio passato nei comunisti padani. E oggi alcune battaglie di sinistra in difesa degli ultimi, degli operai, dei meno fortunati, dell’ambiente le sta facendo la Lega, non certo il Pd. Basti pensare alla battaglia per cancellare quell’infamia maledetta della legge Fornero. Non aspetto altro che incontrare Elsa Fornero: se la vedessi, sarei sicuramente non violento. Ma la manderei certamente in esilio a pane e acqua”. Ovazione entusiastica del leghista per l’attore pugliese Checco Zalone: “Ho visto il suo film con mio figlio, mi ha fatto sorridere, anche perché sputtana le finte riforme del governo Renzi, come meglio non avrei saputo fare io. Ad esempio, non vorrei che il licenziamento annunciato dei truffatori statali entro 48 ore rimanesse solo sulla carta, visto che io sostengo questa riforma”