“Poi ti dico come mi ha ricattato De Robbio”. E’ il 9 novembre e la sindaca Rosa Capuozzo scrive al marito su Whatsapp dicendo esplicitamente di ricevere minacce dall’ex consigliere M5s, indagato dalla Dda per voto di scambio e tentata estorsione alla prima cittadina. Le conversazioni sms, agli atti dell’inchiesta della Procura di Napoli sulle infiltrazioni camorristiche a Quarto e depositati al Tribunale del Riesame, rivelano che Capuozzo si sentiva ricattata, nonostante poi nel primo interrogatorio del 24 novembre non abbia detto nulla in merito al pm Woodcock.

La sindaca incontra tre volte De Robbio che le mostra le foto sulla sua casa che avrebbero dimostrato un presunto abuso edilizio. Quelle stesse finiranno poi pubblicate sui giornali i primi di novembre. Di queste dinamiche è rimasta traccia in molti messaggi. Così il 16 ottobre, la Capuozzo al marito che scrive: “We ma che vuole De Robbio a quest’ora?”. Risponde: “Non lo so, sono preoccupata, poi ti spiego”. Non solo. Le pressioni sarebbero state talmente pesanti che la Capuozzo arriva addirittura a sognare l’ex consigliere M5s, indagato dalla Dda di Napoli per voto di scambio e tentata estorsione ai danni della prima cittadina: “Stanotte ho avuto un incubo, colpa di De Robbio, che mi inseguivano. Non ho bisogno di Freud”, scrive sempre su WhatsApp la mattina del 18 ottobre al vice sindaco Andrea Perotti.

Quello stesso giorno il vicesindaco Andrea Perotti scrive alla Capuozzo: “Di Maio sa cose sbagliate di Quarto“, dice riferendosi al vicepresidente M5s della Camera e membro del direttorio. “Tipo?”, risponde la sindaca. E aggiunge: “Ci ritiene degli incompetenti. Di Maio dovrebbe scendere dal piedistallo”. “Non incompetenti”, ribatte Perotti. E Capuozzo chiede: “Corrotti?”. Ancora il vicesindaco: “Ma semplicemente gli arrivano notizie sbagliate. Ormai è pieno di sé ha solo un po’ di dialettica”. La prima cittadina chiude: “Ripete le stesse cose a menadito”. E Perotti: “Non si aspetta che c’è sostanza e che i problemi non li creiamo noi…cioè tu”.

Agli atti ci sono anche alcuni messaggi che la Capuozzo ha condiviso con i consiglieri nella chat di gruppo. L’11 agosto scrive: “Gli squali ci girano intorno. Non ci possono credere che non rispondiamo a nessuno. La questione stadio (l’affidamento del campo sportivo alla famiglia Cesarano, ritenuta vicina al clan Polverino, era una delle richieste avanzate da De Robbio, ndr) li ha destabilizzati. Ho fatto saltare un presidente del consiglio (la nomina di De Robbio a presidente del consiglio comunale, ndr) perché lo hanno mandato a tirare per la giacchetta, cercheranno altri modi”.

I problemi politici a Quarto iniziano quasi subito dopo l’elezione della sindaca M5s, tanto che a luglio si tiene una riunione anche con il membro del direttorio Roberto Fico. Ascoltata dai magistrati il 14 gennaio, Capuozzo ha raccontato di aver parlato subito con Fico delle pressioni dell’ex consigliere De Robbio. E per due volte, pur non avendogli mai detto di sentirsi minacciata, ha chiesto un intervento: a luglio e a inizio novembre 2015 da parte de vertici del movimento. Intanto il sindaco è atteso stasera in commissione Antimafia. Su Facebook ha accusato il M5s, da cui è stata espulsa, di esser scappato davanti al malaffare.