Un forte botto seguito dal rumore dei finestrini che vanno in frantumi ha squarciato il silenzio di Ballarò, il quartiere nel centro storico di Palermo. Quella appena trascorsa è stata una notte amara per Stefania Petyx, inviata di Striscia la Notizia: un ordigno rudimentale ha infatti danneggiato l’automobile del marito, l’imprenditore e blogger del fattoquotidiano.it Donato Didonna. “Noi eravamo fuori a cena, ci hanno avvertito i vicini verso le 22, hanno sentito il boato: l’auto ha il cofano danneggiato, i cristalli dei finestrini in frantumi e anche una gomma a terra, ma non credo che quest’ultimo danno sia dovuto allo scoppio dell’ordigno”, racconta Didonna.

L’automobile, una Volvo scura, era parcheggiata in via dell’Origlione, nei pressi della Cattedrale: sul posto sono arrivati i vigili del fuoco, gli uomini della polizia e della scientifica, coordinati dalla dirigente della squadra mobile Silvia Como. Secondo gli investigatori a causare l’esplosione sarebbe stato un petardo di grosse dimensioni (una bomba carta), piazzato sul cofano dell’automobile. Nessun testimone è stato rintracciato e per chiarire la dinamica dell’atto intimidatorio gli inquirenti stanno provando a verificare l’esistenza di telecamere nella zona. “Purtroppo è dal 2010 che subiamo atti simili, quasi sempre contro la nostra automobile, che è parcheggiata in strada. Non si era mai arrivato, però, ad un atto simile, con materiale esplodente”, spiega sempre Didonna.

Gli investigatori a questo punto stanno cercando di capire quale sia la ragione dell’intimidazione. Petyx, storica inviata del tg satirico di Antonio Ricci, racconta da anni disservizi e inefficienze palermitane. Uno degli ultimi servizi aveva documentato il clima d’omertà che si respira proprio nel quartiere Ballarò, dopo il danneggiamento al pub “Cu mancia fa muddichi” di via Nunzio Nasi. Si tratta del locale sequestrato nel 2013 al boss mafioso Gianni Nicchi, uno degli ultimi padrini palermitani, e poi assegnato alla cooperativa “Insieme si può”.

Ad ottobre 2015 la nuova gestione era pronta ad inaugurare il nuovo locale, sottratto a Cosa nostra e adesso gestito da alcuni imprenditori antiracket. Alla vigilia dell’apertura, però, era andata in onda una spedizione punitiva in piena regola: i lampioni erano stati distrutti insieme alle vetrine dei frigoriferi, mentre una parte del locale era stata data alle fiamme. Ed era proprio per chiedere notizie su quel raid che Petyx era andata in giro nei vicoli di Ballarò, raccogliendo solo una serie di “non so” e “niente abbiamo visto”. Solo l’ultimo rivolo d’omertà in un quartiere che per troppo tempo è rimasto porto franco del malaffare nel centro palermitano. Dove ieri notte un forte botto ha interrotto il silenzio.