Non solo il caso di Quarto, concluso per il momento con l’espulsione del sindaco Rosa Capuozzo. Ora sui giornali finiscono le decisioni di un altro sindaco del Movimento Cinque Stelle, quello di Civitavecchia. Antonio Cozzolino, infatti, ha scritto al prefetto e al procuratore capo per “denunciare” le “ingerenze” delle forze di opposizioni nell’azione amministrativa. Nel frattempo ha anche suggerito al prefetto di sospendere, “come prevede il Testo unico degli enti locali”, i consiglieri dei gruppi di minoranza. L’accusa mossa dal primo cittadino agli esponenti delle forze politiche del M5s è che si sono “intromessi” in una gara in corso. La selezione bandita dal Comune serve a scegliere una cosiddetta “società di gestione del risparmio” che dovrà gestire un fondo immobiliare per la valorizzazione del patrimonio dell’amministrazione. Tuttavia l’unica offerta è arrivata da una società che non aveva i requisiti del bando.

Quindi i consiglieri di opposizione hanno spedito una diffida sia al Comune sia alla commissione esaminatrice, avvertendo di bloccare l’aggiudicazione della gara altrimenti sarebbero passati alle “vie legali”. A quel punto Cozzolino ha convocato una conferenza stampa parlando di “intimidazione”. “La diffida che i consiglieri comunali di opposizione hanno protocollato a gara in corso (mettendo fra i destinatari la commissione giudicatrice) è di una gravità inaudita – ha scritto poi su Facebook – Se avessero voluto agire correttamente avrebbero dovuto aspettare l’esito finale e poi, se ne ravvedevano motivo, impugnare l’eventuale aggiudicazione. Interferendo in maniera così palese nell’attività di gestione, aspetto che non deve assolutamente appartenere alla sfera politica, hanno commesso una grave ingerenza e abbiamo già inoltrato la documentazione sia al Prefetto che alla Procura. E’ previsto dal Tuel (testo unico enti locali) che nel caso di intromissione della politica nell’attività gestionale dell’ente gli autori di questo illecito possano essere sospesi”.

Le opposizioni, così, parlano di un sindaco che “vuole fare il podestà“: “La sua è la reazione rabbiosa di un sindaco al capolinea”. “Invece di ringraziare l’opposizione consiliare – scrivono in una nota i consiglieri di vari gruppi di minoranza – che con la diffida inviata ai membri della commissione giudicatrice del bando sul fondo immobiliare ha evitato alla stessa commissione di compiere un atto potenzialmente illegittimo, il sindaco sbatte i piedi come un bambino capriccioso. Ribadiamo che legalità e trasparenza non possono essere degli optional che il Movimento 5 Stelle può utilizzare a seconda delle proprie convenienze”. Quanto alla diffida, questa – dicono –  “rientra nell’esercizio delle funzioni ed attiene al diritto delle prerogative concesse ad ogni consigliere comunale”. “Il sindaco – conclude – finge di non sapere che il compito del consigliere comunale di minoranza è quello di vigilare sull’operato di chi amministra e che a nessuno può essere consentito di limitarne l’efficacia e l’incisività. Ma forse, in fondo, si tratta soltanto dell’ennesimo polverone per distrarre l’opinione pubblica dai fallimenti a cinque stelle. Che tristezza!”.

E siccome la storia finisce sui giornali,  oggi Cozzolino rilancia parlando di un ex sindaco di Civitavecchia. “Mentre il circo mediatico si è ormai messo in moto nella ‘caccia al sindaco M5S’ – dichiara – a Civitavecchia hanno rinviato a giudizio, di nuovo, un ex sindaco. Giovanni Moscherini infatti andrà a processo e dovrà rispondere di corruzione per atti contrari ai doveri del proprio ufficio. Secondo l’accusa il bando per le terme infatti non avrebbe avuto la dovuta evidenza pubblica”. Moscherini (che aveva vinto le elezioni a capo di una coalizione di centrodestra) guidò la città per un anno e mezzo fino al 2013.