Nuova grana con l’Antitrust per Poste italiane. Stavolta nel mirino c’è il mancato accesso degli altri operatori di telefonia mobile alla rete del gruppo per la vendita di servizi e prodotti, dalla distribuzione delle sim all’assistenza. L’autorità garante della concorrenza si è mossa dopo una denuncia di H3G. A cui Poste aveva di fatto negato la possibilità di commercializzare negli uffici postali i propri servizi “a condizioni equivalenti” rispetto a quelle di cui gode Poste Mobile, braccio di Poste nel settore tlc e principale operatore mobile virtuale in Italia. Poste dovrà “astenersi in futuro” da comportamenti analoghi, ha sancito l’Antitrust. Solo la settimana scorsa il gruppo ha ricevuto dall’authority una multa da 540mila euro per pratiche commerciali scorrette in relazione alla vendita del libretto di risparmio Smart.

Nella denuncia presentata da H3g, spiega l’Antitrust, si fa riferimento alla diverse richieste presentate a Poste per accedere “alle infrastrutture materiali e immateriali e alla rete di sportelli di Poste Italiane, per poter offrire i propri servizi di telefonia mobile al pubblico alle medesime condizioni praticate dalla capogruppo alla controllata Poste Mobile”. Tuttavia Poste, fino al 28 ottobre 2015, “non ha dato seguito alle richieste di H3G in quanto non ha fornito alla stessa i dati relativi alle condizioni economiche applicate a Poste Mobile per l’accesso alla rete né, conseguentemente, ha concesso il predetto accesso”.

Poi in apparenza l’atteggiamento di Poste, come riconosce la stessa H3g negli atti, è cambiato, ma solo di facciata. Nel provvedimento l’authority riporta il contenuto di una mail “contenente un resoconto sulla riunione interna del 27 novembre 2014 cui ha partecipato anche l’Amministratore Delegato di Poste Mobile”, nel quale si legge: “Si è convenuto, preliminarmente, che la nostra Direzione Affari Legali dia formalmente seguito all’istanza di H3G richiedendo la riformulazione della stessa con un maggior grado di dettaglio. Ciò per offrire un segnale di apertura e prevenire ipotesi di immediato interessamento dell’Antitrust da parte del richiedente. Si è deciso, inoltre, di proporre un incontro ad hoc sul tema tra le due società, con preminente coinvolgimento del Marketing Strategico”. Da questo e altri elementi l’authority conclude che “Poste Italiane ha portato avanti una condotta dilatoria al fine di procrastinare la risposta ad H3G” e violato “il dovere, in capo alla società che gestisce un SIEG (Servizio di interesse economico generale), di fornire i beni e servizi ai concorrenti della controllata (a condizioni equivalenti a quelle applicate a quest’ultima) al fine di consentire ai concorrenti stessi di avere accesso ai beni e servizi di cui la società obbligata ha la disponibilità esclusiva in dipendenza della gestione del SIEG”.