Continua la galleria dei personaggi che emergono dalle telefonate dei leghisti intercettati. Abbiamo già svelato i retroscena dell’accordo Lega-Pdl con le minacce di Berlusconi a Maroni di usare la clava mediatica contro il Carroccio, l’impegno leghista per aiutare l’imprenditore Salini che mirava alle penali per la mancata costruzione del Ponte sullo Stretto, le chiamate di Malagò che cercava il voto di un leghista per la presidenza del Coni. L’indagine Breakfast della Procura di Reggio Calabria contiene intercettazioni della Dia effettuate sotto il coordinamento del pm Giuseppe Lombardo e del procuratore Federico Cafiero De Raho. L’indagine va avanti in gran segreto dal 2012. Probabilmente le intercettazioni non porteranno a nulla. Ma a prescindere dalla rilevanza penale, devono essere pubblicate perché svelano fatti di rilievo pubblico dietro le quinte del potere.

Era euforico al telefono l’avvocato della Lega Nord Domenico Aiello il 14 marzo 2014. Era stato appena nominato commissario straordinario della Geo Ambiente Srl dal ministro Guidi: “Amministrazione straordinaria! La legge Marzano! La Prodi bis! Siamo a livello di Parmalat! Non puoi capire… siamo avanti, noi…”. Dialogando con il commercialista Massimo De Dominicis, Aiello già vedeva le praterie verdi delle nomine milionarie delle amministrazioni straordinarie come Parmalat. Da tre settimane al governo però non c’era la Lega ma la sinistra. Eppure era convinto, dopo avere incontrato Federica Guidi, di avere fatto “breccia” nel dicastero. A De Dominicis confidava: “Ce ne sono altre due grossissime in arrivo!”.

Le telefonate intercettate dalla Dia di Reggio Calabria per conto del pm Giuseppe Lombardo spiegano come ha fatto Aiello, che pure ha un curriculum non indifferente, a entrare nella lista dei commissari straordinari.

Ci vogliono 19 minuti per percorrere il tragitto da Reggio Emilia a Bologna con il treno ad alta velocità. Tanto è bastato ad Aiello, 46 anni, avvocato del governatore lombardo Roberto Maroni per entrare nel cuore del papà del ministro di centrosinistra.

Il 20 febbraio 2014, giorno prima della nomina di Federica Guidi a ministro dello Sviluppo economico di Renzi, papà Guidalberto Guidi, 74 anni, presidente dell’azienda di famiglia Ducati Energia, nonché ex vicepresidente di Confindustria, chiama Aiello. Vuole fissare un incontro perché gli deve fare “un discorso a voce … c’è un problema, un’ipotesi, una opportunità” però ha bisogno “di un consiglio che deve dare a un amico”. Il 21 febbraio, giorno della formazione del governo Renzi, Aiello e Guidi senior si parlano con modalità da spy story. Alle 8 e 40 del mattino Guidi sale sul treno a Reggio Emilia e nella carrozza 3 del treno Italo incontra Aiello. Poi scende a Bologna dove c’è l’autista ad attenderlo. L’8 marzo del 2014, due settimane dopo l’insediamento della figlia, il padre dice ad Aiello che potrebbe “fare il commissario straordinario in qualcuna delle … o no?”. Aiello risponde di sì e Guidi chiede se si trovi in situazione di incompatibilità. Aiello replica: “Assolutamente no!”. Poi i due ricominciano a parlare in modo criptico. Guidi dice “per quella cosa quindi non gli ha già detto tutto” e si danno appuntamento a Roma o a Milano. Passano tre giorni e il cellulare di Aiello squilla ancora. È Elisabetta Franzaroli, 50 anni, capo segreteria del papà in Ducati Energia per vent’anni, ma appena nominata il 5 marzo del 2014, capo segreteria della figlia al ministero. Franzaroli dice ad Aiello che il ministro vuole incontrarlo al ministero in via Veneto alle 15 e 30. Due giorni dopo l’incontro il 13 marzo 2014, il ministro Guidi nomina Aiello commissario straordinario della Geo Ambiente srl di Belpasso (Catania). La società raccoglie e smaltisce i rifiuti per molti Comuni del Catanese e per la sua dimensione (250 dipendenti, 11 milioni di fatturato) il ministero la mette sotto tutela affidandola ad Aiello. L’avvocato, sempre al telefono con il commercialista De Dominicis, all’inizio è entusiasta: “Mi hanno nominato commissario dell’azienda che gestiva la raccolta dei rifiuti in 30 comuni della Sicilia orientale e in una parte della Calabria”. Molti professionisti sognano di entrare in quel giro senza riuscirci. I compensi dei commissari sono parametrati all’attivo e passivo: per Alitalia, Parmalat o Cirio diventano milionari. Non è mai stato un mistero che la politica scelga persone vicine. Nel giugno 2014 proprio Federica Guidi è stata costretta a rispondere a un’interrogazione M5S che avanzava dubbi sulla nomina da parte del ministro Pd Flavio Zanonato, a commissario della Casa Divina Provvidenza di Bisceglie, dell’ex vicesindaco di Bisceglie del Pd.

La stranezza è però che in questo caso l’avvocato della Lega è nominato da un ministro di centrosinistra su indicazione del papà. La Geo Ambiente, va detto, non è la Parmalat. Tanto che Aiello dice a De Dominicis: “Anche se il ministro mi ha fatto un piacere in realtà è un danno”. Il commercialista però lo invita a insistere perché “si inizia sempre con la suppostina”. Dopo pochi mesi Aiello lascia il posto proprio all’amico De Dominicis, nominato con decreto Guidi (Federica) del 6 agosto 2014. Solo le intercettazioni svelano che dietro le quinte dello spettacolo inscenato per il pubblico l’economia prende il sopravvento sulla politica e gli accordi trasversali si fanno beffe delle contrapposizioni. Così il legale del governatore leghista ottiene un incarico da un governo di sinistra grazie allo ‘chef express’ Guidi.

Guidi padre replica al Fatto: “Aiello mi è stato presentato da Maroni ed è un avvocato molto bravo ma non mi pare abbia incarichi dal nostro gruppo. Non ricordo quel viaggio in treno. Non posso essere stato io comunque a indicare Aiello a mia figlia che si sarebbe certamente irritata. Una ventina di persone mi hanno chiesto una segnalazione per le amministrazioni straordinarie però vi sfido a scorrere la lista dei nominati e non troverete nessun amico”. A dire il vero ci sarebbe un certo Piero Gnudi, amico per decenni e già presidente del collegio sindacale dell’azienda paterna. Poi nominato dal ministro-figlia consigliere economico e commissario straordinario dell’Ilva. Proprio con Gnudi l’avvocato Aiello dialoga al telefono. A maggio Gnudi gli chiede il curriculum per inserirlo in una commissione di riforma della legge. E al solito De Domenicis, nel marzo 2014, Aiello confidava: “Domani vedo il mio cliente. Abbiamo un progetto importante su Ilva di Taranto. Roba seria”. Federica Guidi non parla ma dal ministero fanno sapere che “Domenico Aiello aveva tutti i requisiti necessari per ricoprire quel ruolo. Era un commissariamento complicato e non si trattava di un favoritismo. Tanto è vero che, dopo pochi mesi, l’avvocato Aiello ha lasciato l’incarico. Più che un favore era una rogna”.

Da Il Fatto Quotidiano del 23 dicembre 2015