Dodici chilometri di coda nel giorno dell’inaugurazione, dopo 11 anni di lavori, della Variante di Valico. L’Autostrada A1 Milano-Napoli ha accolto così Matteo Renzi arrivato per tagliare il nastro della grande opera, le cui foto dimostrano gli effetti della frana sulla struttura. “Oggi è il giorno che sembrava non dovesse arrivare mai”, ha detto il presidente del Consiglio nel suo discorso, “che manda in soffitta i professionisti del ‘tanto non ce la farete mai’, del piagnisteo e della lamentazione, è il giorno che sembrava talmente lontano l’anno scorso”. E a margine ha poi aggiunto: “Noi lavoriamo fino alla vigilia, poi anche durante le vacanze. Gli italiani però, se possono, vadano in vacanza perché finalmente il Paese sta ripartendo”.

Video di David Marceddu

 

Il presidente del Consiglio ha rivendicato il “successo” del piano del governo: “Il 2015 si chiude con l’inaugurazione della Variante”, ha detto, “con il successo dell’Expo, con l’occupazione che torna a crescere. Le promesse si rispettano e le tasse scendono perché se l’Italia fa l’Italia non ce n’è per nessuno, se facciamo quello che dobbiamo fare siamo il paese più all’avanguardia, più innovativo, più attraente”.

image1Il giorno delle celebrazioni si è aperto con un inconveniente. Sull’autostrada A1 Milano-Napoli si è formata alle 7.30 una coda di 12 km, tra Pian del Voglio e Barberino di Mugello, verso Firenze. Le altre corsie sono state riaperte al traffico intorno alle 8. La coda è stata smaltita dopo qualche ora, ma il traffico è rimasto congestionato. In alternativa, Autostrade per l’Italia consigliava per le lunghe percorrenze di uscire a Sasso Marconi, utilizzare la SS64 Porrettana verso Pistoia con rientro in A11 Firenze-Pisa nord in direzione di Firenze, da dove si può riprendere la A1. Il cantiere che creava disagi alla circolazione è stato rimosso intorno alle 8.30.

Nel corso della cerimonia di inaugurazione è intervenuto anche l’amministratore delegato di Autostrade Giovanni Castellucci: “La variante di valico è costata di più del previsto, anche per l’aumento del costo delle materie prime, di appena il 60 per cento: un aumento fisiologico se si considera che altre opere progettate in quegli anni hanno moltiplicato i costi per tre o per quattro. E comunque si tratta di un problema di Autostrade”. Il trasferimento di maggiori costi sulla tariffa “non c’è mai stato, l’onere e il rischio di quest’opera sono sempre stati su Autostrade, senza gravare né sugli automobilisti né sui cittadini”. Castellucci ha concluso parlando della realizzazione come di “un esempio di successo di collaborazione tra pubblico e privato, in cui il pubblico ha trasferito al privato tutti i rischi e credo che la collettività possa essere soddisfatta”.