Chiara è un’insegnate di scuola primaria di Napoli che a settembre ha fatto l’abbonamento al teatro “Diana” convinta di poter spendere i 500 euro della cosiddetta carta docente, ma la sua dirigente le ha fatto sapere che gli spettacoli devono essere inerenti alla programmazione didattica. Salvatore è, invece, un professore della scuola superiore a tempo indeterminato: con i 500 euro del bonus ha comprato un notebook. Si è fatto rilasciare la fattura, ma quando l’ha presentata a scuola si è sentito rispondere che l’operazione di rendicontazione non spetta alla segreteria ma al docente attraverso un’apposita funzione sul sito istanze online del ministero. Mentre il premier Matteo Renzi è tornato dal palco della Leopolda a vantare l’operazione della card per i prof, regna sovrana la confusione tra i docenti e le segreterie degli istituti.

Basta andare alla cassa di un cinema o in un museo per capire: c’è chi chiede di avere il biglietto con stampato il codice fiscale, chi vuole anche il nome e cognome sul ticket. Non solo. C’è chi ancora non ha ben capito quali libri si possono acquistare e quali film si possono vedere. In molti in queste settimane sono andati al cinema per Chiamatemi Francesco, la pellicola su Bergoglio, convinti che si possa “scaricare” nei 500 euro. Altri si chiedono se l’abbonamento ad un settimanale come Internazionale o Focus , può essere considerato utile all’aggiornamento professionale o il bonus vale solo per le riviste didattiche.

Per quanto riguarda le modalità di rendicontazione l’articolo 7 del decreto del 23 settembre scorso sulla card rimanda ad un successivo decreto da adottare entro sessanta giorni dall’aggiudicazione del servizio. In realtà, non avendo emanato alcuna card per quest’anno, non c’è alcun ente gestore. I due mesi sono scaduti il 23 novembre e non c’è alcuna notizia in merito. Il ministero, interpellato dal fattoquotidiano.it, nei giorni scorsi, ha risposto rinviando di nuovo la questione, nonostante ci troviamo già a metà anno scolastico: “Per quanto riguarda le modalità di rendicontazione verranno date indicazioni dalla direzione generale per le risorse umane e finanziarie del Miur. In linea generale, è opportuno conservare tra la documentazione da presentare per la rendicontazione il biglietto d’ingresso al cinema, che sarà valido anche nel caso in cui non sia presente il codice fiscale”.

Difficile capire anche quali sono le riviste che si possono comprare. Una lista ufficiale da parte del Miur non esiste. L’articolo 4 del decreto, premesso che la “card può essere utilizzata per le finalità di formazione e aggiornamento professionale”, nei commi a seguire parla genericamente di “acquisto di libri e di testi, anche in formato digitale, di pubblicazioni e di riviste; rappresentazioni teatrali e cinematografiche; ingresso musei, mostre ed eventi culturali dal vivo”.

Nelle faq, pubblicate sul sito del Miur, sembra possibile che un professore di matematica usi il bonus per l’acquisto di un romanzo ma sulla questione è lo stesso ministero che al fattoquotidiano.it ribadisce: “È previsto l’acquisto di riviste, pubblicazioni e testi che siano coerenti con le finalità formative e di aggiornamento professionale del docente. Pertanto, è opportuno indirizzare l’utilizzo del bonus dei 500 euro su quelle riviste e pubblicazioni che possano essere utili a tali finalità. In linea generale, i quotidiani e i periodici non vi rientrano, ma ci possono essere casi anche di mensili o periodici a carattere professionale che possono risultare utili per l’aggiornamento e la formazione e pertanto possono essere considerati nel bonus del 500 euro”.

Anzi a render tutto più complicato spunta anche la “responsabilizzazione del docente” che dovrebbe essere in grado di intuire il legislatore: “Per quanto riguarda mostre, musei , teatro e cinema, l’utilizzo del bonus della carta del docente – spiega il Miur – è previsto nel rispetto delle finalità formative ed è inoltre correlato ad una responsabilizzazione del docente verso l’aggiornamento professionale”.