“Moralità a intermittenza”. “Non sta né in cielo né in terra”. Polemiche a distanza tra l’attuale presidente del Consiglio Matteo Renzi e il suo predecessore Enrico Letta, intervistato a DiMartedì. Oggetto del contrasto il presunto conflitto d’interessi del ministro delle riforme, Maria Elena Boschi, il cui padre è stato consigliere e vicepresidente di Banca Etruria , uno degli istituti “risolti” con il decreto salva banche del 22 novembre. Letta, dopo aver dichiarato che voterebbe contro la mozione di sfiducia nei confronti della Boschi chiesta dal M5s, ha attaccato: “Su questo non ho nessun dubbio, ma non ho nessun dubbio anche sul fatto che Renzi ha cambiato idea tante volte e ha usato due pesi e due misure. Ho difeso altri ministri in situazioni di accuse che mi sembravano non giustificate e così pure ritengo che adesso va difesa la Boschi e che la mozione va respinta”, ha affermato. Poi l’affondo più duro: “Credo però che il nostro paese abbia veramente bisogno di linearità e di applicare le regole giuste evitando una moralità a intermittenza

Letta si riferiva anche anche al caso Lupi, il ministro costretto a dimettersi il 20 marzo 2015 a causa dello scandalo “Grandi Opere” in cui non era indagato. Renzi, intervistato a Rtl 102.5 ha respinto tutte le accuse: “Lupi si è dimesso lui, perché ha ritenuto di non poter continuare. E’ un’accusa che non sta né in cielo né in terra”. Il premier è poi ritornato sul possibile voto di sfiducia alla Boschi. “Noi volevamo votare subito, credo che andremo alla settimana prossima. Loro vogliono solo attaccare il governo, è l’ennesimo tentativo di trasformare il dibattito parlamentare in uno show“, ha detto riferendosi al comportamento delle opposizioni.

Renzi ha anche attaccato la classe dirigente della sinistra prima della sua entrata in politica: “La commissione d’inchiesta chiarirà le responsabilità degli ultimi 10 anni. Noi non c’eravamo mentre ci sono partiti che si sono fatte le banche, ci sono state realtà pazzesche. Noi abbiamo deciso meno poltrone, meno cda, non guardiamo in faccia nessuna”. Il riferimento è all’attuale sindaco di Torino, Piero Fassino, che quando era segretario dei Ds fu citato nell’intercettazione pubblicata da Il Giornale sullo scandalo Bancopoli, in cui diceva al manager di Unipol Giovanni Consorte: “E allora siamo padroni di una banca?”. Fassino tuttavia non fu mai indagato e anzi le intercettazioni erano coperte da segreto investigativo.

Infine, Renzi ha parlato del “funerale” delle tasse sulla casa facendo una battuta su Star Wars, proprio nel giorno dell’uscita dell’ultimo episodio della saga: “Oggi celebriamo il funerale dell’Imu: che la forza sia con noi… immagino una Tax Wars con le immagini dell’Imu”. E ha concluso: “Io credo che questa attesa spasmodica per la nuova uscita del film Guerre stellari fa sorridere noi amanti del bel cinema, ma dall’altro lato ci porta anche a dire che dobbiamo fare di più per il nostro Paese e quindi, che la forza sia con noi perché ne abbiamo bisogno”.