L’ultimo caso risale a inizio dicembre, a Viareggio: una donna appena atterrata a Firenze, di ritorno dalla Romania, e subito ricoverata. Con conseguente operazione di profilassi di massa: compagni di viaggio in aereo, sulla navetta e in treno, oltre ai familiari. Prima ancora, a fine novembre, era accaduto a un ragazzo di 26 anni di Firenze, finito in prognosi riservata per un’infezione da meningococco così la profilassi è toccata a decine di persone, quasi cento: i partecipanti di un’assemblea pubblica, i membri della commissione d’esame con cui il giovane si è laureato all’università, gli amici e i compagni con cui aveva festeggiato. In Toscana è diventato un copione frequente: si sono registrati 36 casi di meningite dall’inizio dell’anno, 29 solo per il meningococco C. Una questione che la Regione ha deciso di contrastare con una campagna di vaccinazioni gratuite per chiunque abbia tra gli 11 e i 45 anni. La malattia si diffonde per via respiratoria, soprattutto in inverno, in ambienti affollati e chiusi. Si può manifestare con forti mal di testa, febbre alta e rigidità del collo e porta, tra il 10 e il 20 per cento dei casi, a un decorso fulminante e letale, “anche in presenza di una terapia adeguata” spiega il Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute.

Toscana, solo 1 su 5 si vaccina. Anche se è gratis
Secondo gli ultimi dati disponibili, aggiornati al 31 ottobre, solo 179.410 persone, cioè meno di un quinto degli aventi diritto, si è vaccinato: lo hanno fatto 102.639 adolescenti e 76.771 nella fascia 21-45 anni. Il motivo? Poca fiducia verso i vaccini ma anche disinteresse dei medici di famiglia a somministrarli. In molti infatti hanno deciso di non farsi carico di questa incombenza e rimandano i propri pazienti alle Asl, dove, con lunghe attese telefoniche, si ottiene un appuntamento a distanza di mesi. Inutili gli appelli delle istituzioni. L’ultimo è stato quello dell’assessore toscana alla Salute Stefania Saccardi. “La vaccinazione – ha ripetuto – è l’unico strumento efficace. Vaccinarsi è un modo per proteggere se stessi e quanti ci stanno intorno. Io stessa ho fatto il vaccino, un mese fa. Ora tutte le Asl si sono attrezzate per rafforzare la campagna di vaccinazione e fare i vaccini rapidamente, accorciando i tempi tra la prenotazione e la somministrazione del vaccino. Anche ai medici chiedo di nuovo di fare la loro parte, e vaccinare i propri pazienti”.

Il pediatra omeopata: “Vaccinarsi è più pericoloso”
“Allarme e isteria collettiva” chiosa il dottore Eugenio Serravalle, oltre 16mila fan su Facebook, in un video pubblicato sul sito della sua associazione. Pediatra ed esperto di omeopatia, sostiene che sia più rischioso vaccinarsi. “Il rischio che si corre di contrarre questa malattia – afferma – è talmente basso che è maggiore la possibilità di una reazione avversa, di un effetto collaterale, che può andare dallo shock anafilattico a malattie autoimmuni anche gravi. Io ritengo che il rischio minore sia quello di non praticare il vaccino”.

L’esperta: “Assurdità, vaccinatevi”
Replica, interpellata al telefono da ilfattoquotidiano.it, Luisa Galli, presidente della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica e, da 12 anni, direttrice della struttura di Malattie infettive pediatriche dell’ospedale Meyer di Firenze. “Mai viste queste controindicazioni ai vaccini. Non c’è nessuna prova scientifica di queste conseguenze dopo il vaccino contro la meningite, tantomeno di malattie immuni, mai viste! Assolutamente no. E’ fondamentale vaccinarsi, tanto più vaccinare i bambini”.

L’Iss: “Vaccino da evitare solo se si è gravemente allergici”
Fanno chiarezza le linee guida dell’Istituto Superiore di Sanità, secondo cui gli effetti indesiderati del vaccino contro il meningococco C possono essere temporanei “rossore, gonfiore e dolore nel sito di iniezione”. Si legge anche che “estremamente rare, ma descritte, come per qualsiasi altra vaccinazione, vi possono essere reazioni allergiche di varia entità fino allo shock anafilattico”. Per questo la vaccinazione è controindicata solo “per chi ha manifestato reazioni allergiche gravi dopo una precedente somministrazione dello stesso vaccino o di un qualsiasi suo componente”.

Senza gambe per meningite: “Conseguenze non sono scherzo”
Una meningite fulminante gli ha portato via le gambe e sette dita delle mani, a lui che lavorava come elettricista e nel tempo libero scalava le montagne. Andrea Lanfri, 29 anni, di Pieve di Compito (Lucca), non si è arreso. Con un crowdfunding, grazie alla generosità anche di sconosciuti, in meno di un mese ha raccolto i soldi – tanti: 14mila euro – per farsi fare le protesi e tornare a correre. A ilfattoquotidiano.it racconta: “Non avevo il vaccino, ma in realtà mi hanno sempre detto che, con il ceppo che ho preso, anche se fossi stato vaccinato, non è detto che non sarei stato contagiato. Per tutti gli altri ceppi in cui il vaccino è efficace, direi: “Sì, vaccinatevi!”, perché anche se io ho contratto il peggiore dei ceppi, pure gli altri non scherzano, e dove è possibile evitare, perché non farlo?”. La meningite si contrae spesso in luoghi chiusi e molto frequentati. Ma non sempre va così. “La mia storia è un po’ particolare perché io non ho frequentato luoghi affollati, ho semplicemente lavorato, solo una sera sono andato al ristorante, ma ancora oggi non so se è stato lì che ho preso la meningite”. Fortuna che alcune sue buone abitudini lo hanno aiutato contro la malattia. “E’ andata bene perché il mio corpo era abbastanza forte. E quando la malattia si è spinta verso il fegato e altri organi, ha trovato un terreno resistente. Non bevevo, non fumavo, ho fatto sempre molto sport. Se fossi stato più malandato, sarebbe andata molto peggio”.