Continua la galleria di personaggi che emergono dalle telefonate di Isabella Votino, la storica portavoce di Roberto Maroni. Ieri abbiamo svelato il suo ruolo determinante nell’accordo Lega-Pdl del 2013 e le minacce di Berlusconi a Maroni di usare la clava mediatica contro la Lega. L’indagine Breakfast della Procura di Reggio Calabria contiene intercettazioni della Dia effettuate sotto il coordinamento del pm Giuseppe Lombardo e del procuratore Federico Cafiero De Raho. L’indagine va avanti in gran segreto dal 2012. Probabilmente le intercettazioni nei confronti della portavoce di Maroni, Isabella Votino, non porteranno a nulla. Ma a prescindere dalla rilevanza penale, devono essere pubblicate perché svelano fatti di rilievo pubblico dietro le quinte del potere. Nelle prossime puntate ci occuperemo anche del ministro Guidi, del presidente del Coni Malagò e dell’imprenditore Salini.

La richiesta di Silvio Berlusconi di privilegiare la Città della Salute e l’imprenditore Davide Bizzi sull’ipotesi concorrente di investimento regionale su un’altra zona, giunge a Roberto Maroni quando la sua giunta è insediata da meno di tre mesi. Berlusconi chiama il 3 giugno del 2013 la portavoce del presidente, Isabella Votino, intercettata in quel periodo dalla Direzione Investigativa Antimafia di Reggio Calabria su delega del pm Giuseppe Lombardo.
Berlusconi: Pronto?
Votino: Ma insomma non mi pensi piu
B: No… e che sono messo male io…
V: Che succede?
B: Perché mi stanno facendo fuori come vedi da tutto e quindi… siamo all’episodio finale con il Capo dello Stato che cerca… che orchestra
Nelle conversazioni private Berlusconi non fa mistero di considerare Napolitano l’ispiratore di una congiura contro di lui. La telefonata intercettata a giugno fa il paio con quella successiva svelata da Piazzapulita a settembre 2013. Poi Berlusconi si fa passare Roberto Maroni, milanista anche lui.

Maroni: Hai fatto bene con Allegri sono contento…
Berlusconi: Va bene però gli ho messo giù in chiaro che la società ha dei diritti e se gli dice quando va a Barcellona che deve difendere a uomo… vincendo di due a zero… non può… e da le dimissioni se non accetta quello che gli dice la società che non è retta da un Presidente stupido che mette i soldi e basta, ma è retta da un presidente che di calcio un po’ ne capisce.
M: (ride) Infatti, senti, vabbè, in Lombardia c’è grande armonia, quindi stiamo finendo la fase di rodaggio, ma direi che funziona bene, c’è un buon lavoro di squadra
B: Molto bene…
M: C’è una questione che sto affrontando che è rilevante per l’impegno finanziario della Regione e anche per le conseguenze che ha… (inc.) della Città della salute… non so quanto tu sia informato, quanto ti interessi, perché ci sono i tuoi del Pdl in Lombardia metà sono a favore, metà sono contro…
B: Sì… la mia posizione e semplicemente questa: è venuto da me il giovane imprenditore Brizzi… (in realtà si tratta di Davide Bizzi, immobiliarista, 53 anni, titolare della Bizzi & partners development Spa, Ndr).
M:Sì!
B: Che è quello che in America ha fatto il più bel grattacielo degli ultimi anni a New York…
M: Sì, sì…
B: Mi ha portato tutta una serie di considerazioni su Sesto San Giovanni
M: Sì…
B: E di quell’altra posizione… francamente esaminando le due situazioni, mi sembra che quella di Sesto San Giovanni sia assolutamente la migliore, quindi io ho soltanto una posizione diciamo così di convinzione… senza
M: Ok!
B: Nessun interesse
M: Questo volevo sapere
B: Però mi sembra che portandola a Sesto sia… perché l’area è giusta, perché lì hanno già il piano regolatore approvato, perché… insomma questo è il mio parere, però non è un parere che dipende da un interesse di altro tipo insomma… è soltanto un parere eh… slegato da ogni interesse…
M: Ok!
B: Va bene

Berlusconi sta raccomandando e garantendo l’impegno del suo partito per la Città della Salute del gruppo Bizzi, un progetto molto discusso e in quei giorni al centro di una scelta difficile per la Regione Lombardia. In quel periodo si parlava di due strutture sanitarie all’avanguardia da costruire. La prima era quella di Sesto che interessava a Bizzi, l’unione dell’Istituto Besta e dell’Istituto dei Tumori. La seconda era il cosiddetto Cerba, il Centro Europeo di Ricerca Biomedica Avanzata, un’eccellenza mondiale in campo cardiologico, neurologico e neonatale voluta da Umberto Veronesi sulle aree che erano state del gruppo Ligresti. Il Pdl era spaccato tra le due scelte. Probabilmente Maroni sta chiedendo a Berlusconi a chi doveva dare retta. La risposta non era scontata e nemmeno la domanda. La Lega locale, infatti, era contraria alla Città della Salute e ha organizzato manifestazioni durissime chiedendo al governatore di non approvare il progetto. Sesto fu tappezzata di manifesti della Lega che chiedevano “Maroni taglia la Città della Salute e non gli ospedali risparmierai 300 milioni”. Invece Maroni ascolterà Berlusconi.

Poco più di un mese dopo quell’ok detto a Berlusconi sul telefonino di Isabella Votino, il 23 luglio del 2013, infatti, la Regione ha dato il suo via libera ed è stata approvata la Città della Salute in conferenza dei servizi. Dell’altro progetto di Veronesi non si è più fatto nulla. La Città della Salute prevede un investimento di 450 milioni di euro, di cui più di 300 a carico della Regione e 40 milioni in conto al Ministero della salute, oltre a 80 milioni di euro di project financing. Accanto all’affare principale c’è poi l’indotto, a partire dalle bonifiche, interamente a carico del Gruppo Bizzi, proprietario dell’area di 1,2 milioni di metri quadrati. Davide Bizzi è socio al 100 per cento della Bizzi & Partners Developments Spa che controlla con il 53 per cento la MilanoSesto Holding, a sua volta controlla con il 68,4% la MilanoSesto Spa che è proprietaria dell’area delle ex acciaierie Falck di Sesto San Giovanni. Le quote di MilanoSesto sono però per il 90% date in pegno alle banche Unicredit, Banca Popolare di Milano e Intesa San Paolo, che hanno di fatto garantito il passaggio delle aree dall’immobiliarista Zunino, fortemente indebitato con quegli istituti, a Bizzi. MilanoSesto si è infatti caricata 450 milioni di debito verso le banche.

Effettivamente, come dice Berlusconi, Davide Bizzi, dopo gli inizi alla corte dell’immobiliarista Ernesto Preatoni, ha trovato una certa fama sui giornali quando nel 2010 ha inaugurato il primo grattacielo italiano sulla Fifth Avenue a New York. Quel giorno al suo fianco c’era Maurizio Lupi. Nelle intercettazioni telefoniche dell’indagine sul progettista Stefano Perotti, che ha portato alle dimissioni di Maurizio Lupi, Perotti dice che Bizzi è amico del ciellino Francesco Cavallo, anche lui indagato nell’inchiesta, nonché amico dell’allora ministro delle infrastrutture. I destini di Berlusconi e di Bizzi potrebbero riunirsi sotto le insegne rossonere proprio a Sesto. A settembre i giornali, dopo il tramonto dell’ipotesi dell’area Portello, hanno riparlato della possibile costruzione dello stadio del Milan proprio nei terreni dell’area ex Falck di proprietà del gruppo Bizzi, rimasti inutilizzati anche dopo la costruzione della Città della Salute.

Da Il Fatto Quotidiano del 10 dicembre 2015