Smentisce di essere in trattativa con Renzi per un posto in Corte Costituzionale al termine del suo mandato e, pur precisando di “parlare da esterno del partito” critica il doppio ruolo del premier presidente del Consiglio e segretario del Pd. Perché da lì “nascono i problemi, come abbiamo visto a Napoli e in Liguria“. In più, tra i dem ha visto molte persone che sarebbero in grado” di fare il segretario del partito, lavorando in sinergia” con Palazzo Chigi. Giuliano Pisapia, intervistato da Maria Latella su SkyTg24, smentisce le indiscrezioni secondo le quali avrebbe chiesto a Renzi una poltrona come giudice costituzionale al termine del suo mandato. “Non mi ricandido alla guida di Milano perchè sto trattando un posto nella Consulta? E’ una bufala che qualcuno cerca di far girare. Non ho nessun interesse” ad avere ruoli e incarichi personali, ha detto. “Se fosse detto con il sorriso direi che è una calunnia enorme. Io sono coerente e non ho mai chiesto niente a nessuno”, a livello politico. “Nessun posto ho chiesto, nè mi è stato promesso, adesso conta solo il futuro di Milano”.

Pisapia ricorda di aver “rifiutato due volte di fare il ministro della Giustizia” e di essersi dimesso dalla Commissione Giustizia della Camera. La decisione di non ricandidarsi a Palazzo Marino, ha spiegato, “è un esempio di coerenza per i giovani” perché “è necessario un ricambio generazionale che non significa rottamare chi è più vecchio, ma far crescere i giovani” e metterli nelle condizioni di guidare una città come Milano. Peraltro una scelta che, ricorda, aveva già annunciato già nel 2010 quando si era candidato.

“Contrario a Renzi segretario e premier” – “L’ho sempre considerato sbagliato – dice – Chi fa il presidente del Consiglio non ha tempo di conoscere i territori”. A prevedere questa possibilità e a inserirla nello statuto del Pd è stato l’ex sindaco di Roma e segretario Pd Walter Veltroni, quindi, “è un problema che viene da lontano”. “C’è la mancanza di una persona che rappresenti l’intero partito, maggioranza e minoranza, che abbia capacità di dialogo”, ha aggiunto Pisapia, spiegando che ci sono “molte persone che sarebbero in grado” di fare i segretari , ma senza fare nomi “per non bruciare nessuno”. Però lo considera “un problema importante”. Secondo il sindaco di Milano, “nel Pd c’è il problema delle minoranze più di sinistra che sono molto divise e questo spesso crea incomprensioni”. Però “io – ha proseguito – considero il Pd un partito di centro sinistra e non condivido l’idea che sia un partito geneticamente modificato. Il partito, termine che non mi piace, della nazione“.

I candidati a Palazzo Marino – Non si pronuncia, al momento, sui possibili candidati in corsa per Palazzo Marino, perché ritiene “legittimo” rispondere solo quando si sapranno i nomi. Per quanto riguarda l’ipotesi dell’ex commissario Expo Giuseppe Sala esprime la volontà “che ci sia un candidato che possa dire ‘si prosegue quel progetto, con quei principi e quei valori che hanno dimostrato capacità di unire mondi diversi” e ha detto che con lui ha “lavorato quattro anni e mezzo insieme per Expo che è stato un successo”. Ma ha rivendicato che il successo non è stato solo del commissario, ma anche delle metropolitane che “hanno funzionato, perché la pulizia della città e del sito, fatta da partecipate del Comune, ha funzionato, perché a Expoincittà abbiamo fatto 46 mila eventi”.

Sui sondaggi, che danno Sala in nettissimo vantaggio su tutti gli altri possibili candidati, ha avvertito che “ultimamente hanno sbagliato in molti casi”. La possibile candidatura del vicesindaco Francesca Balzani per Pisapia “segnerebbe chiaramente una prosecuzione. E’ una vicesindaco stimata moltissimo, che vuole l’unità del centrosinistra“. Pisapia è a favore delle primarie, che “sono giuste e sono un segnale di democrazia. Servono anche per far conoscere cosa si è fatto in questi 4 anni e mezzo” di governo della città da parte del centro sinistra”. Ha proposto di farle il 28 febbraio “perché le elezioni amministrative saranno a giugno. In questo modo i candidati avranno più tempo per riflettere e far conoscere” le proprie posizioni, ma ci sta anche tempo sufficiente per organizzare “la propaganda elettorale“. Questo per quanto riguarda il centrosinistra. Sul fronte opposto, invece, Sallusti per ora “ora è il più forte, ma rispetto a Milano, fa il giornalista e gestire una città è una cosa complicatissima, soprattutto in un momento di crisi come questo. Ci vogliono, come si dice, veramente le palle”. Berlusconi, però, “spesso arriva sempre all’ultimo momento, a volte con idee geniali”.