Tecnicamente, i clienti della caserma romana Pio IX sono degli abusivi a tutti gli effetti. Parliamo naturalmente dei non militari e assimilati. Insomma quel gruppone di cui vi abbiamo raccontato ieri e che comprende anche Roberto Formigoni e Sabrina De Camillis, il viceministro Riccardo Nencini, mezza squadra della nazionale di calcio dei parlamentari e un assortimento vario di collaboratori e consulenti, portaborse a mezzo servizio. Persino qualche ambasciatore. Tutta gente che una casa potrebbe affittarsela visto che passa a Roma gran parte del proprio tempo e tanti politici che ricevono una lauta diaria di 3.500 euro al mese dal Parlamento. Molti degli assistenti (senza parlare di ministri e deputati) hanno stipendi non piccoli che arrivano anche a 90mila euro l’anno, come si può facilmente rilevare dai siti dei ministeri dove sono dislocati.

Comunque sia, è un mistero come possano pagare da poco più di 20 a poco meno di 40 euro al giorno, compresa colazione, per camere che spesso sono vere e proprie suite grandi anche più di 40 metri quadrati. O addirittura 7 euro per un alloggio. Magia? No, non sono prezzi magici: semplicemente gli ospiti, abusivi e non, pagano una percentuale minima dei costi reali. Il resto lo tira fuori lo Stato. Come? Facile.

Con quella manciata di euro viene saldato il costo diretto dell’impresa che gestisce in appalto i servizi: pulizie, rifacimento letti, e poco più. Attualmente il lavoro lo fa la ISS Italia srl di Vigonza in provincia di Padova. Il resto dei costi resta a carico del bilancio dello Stato. Ad esempio alla foresteria-circolo Pio IX prestano servizio 31 militari e 5 dipendenti civili del Ministero della Difesa, incluso il comandante, il tenente colonnello Mauro Bellucci. Siamo ben oltre il milione di euro all’anno di soli stipendi per il bilancio della Difesa. Chi sborsa l’importo? Non Formigoni e neppure gli altri. Paga lo Stato con il denaro dei contribuenti. Ci sono lavori da fare? Due anni fa sono state rimesse a norma le cucine. Appalto di 1,745 milioni oltre all’Iva aggiudicato alla ditta Sabino Di Cataldo.

Due milioni di euro abbondanti addebitati allo Stato, non agli habitué più o meno imboscati, più o meno legittimati. Per non parlare della struttura. Quanto varrebbe l’affitto di un edificio di quelle dimensioni (oltre 100 camere, ristorante da 400 posti, parcheggi per 100 macchine) e in quella posizione centralissima? Difficile dirlo. Di sicuro molto, davvero molto. Ancora: chi paga? Lo Stato, non gli strani inquilini del resort Pio IX. Che, per di più, essendo spesso occupato da gente che non ne avrebbe diritto, quelli che potrebbero starci in base alle leggi e ai regolamenti sono costretti a trovarsi costose alternative. Ad esempio i militari che vengono in missione a Roma (e sono centinaia ogni giorno). Norme recenti impongono che usino prioritariamente le foresterie militari al posto degli alberghi.

In tempi di sobrietà, bisogna risparmiare dove si può. Succede, invece, che in mancanza di posti liberi nelle foresterie (non c’è solo la Pio IX a Roma), i militari in missione debbano andare in albergo come un dipendente qualunque. E la domanda non cambia: chi paga? Esatto: lo Stato. Su come, poi, questa struttura venga usata per fini non propriamente istituzionali ci sarebbe tanto da raccontare. Molte storie sono poco più di voci e pettegolezzi. Altre non sono raccontabili. Altre ancora sono immortalate da video imprudentemente pubblicati sulle pagine Facebook di qualche dipendente. Come quello di una festa, organizzata dal comandante il 29 settembre 2014 nella sala ristorante, nel quale si vede una drag queen in trasparenze nere strusciarsi addosso ai commensali. Qui c’è soltanto da segnalare, senza esprimere commenti o giudizi, che si è in una caserma di Stato e non nel salotto di casa. E soprattutto ci sono da notare le bandiere, quella italiana e quella europea, che si scorgono dietro la cantante.

Ma è tutto un po’ al limite in questo mondo parallelo che muove ogni anno milioni di euro di appalti più o meno distribuiti sempre tra le stesse aziende. Con rapporti non sempre limpidissimi. Prendiamo ad esempio proprio la Pio IX. La persona che rappresenta la ditta che ha in appalto i servizi in questa foresteria dove passano ministri e sottosegretari è un ex maresciallo dei Carabinieri cacciato dall’Arma dopo una condanna passata in giudicato a 2 anni e otto mesi per una quantità di reati piuttosto odiosi: favoreggiamento della prostituzione, sostituzione di persona, falso, favoreggiamento della permanenza in Italia di due albanesi clandestine e corruzione delle stesse. Inutile chiedervi se comprereste un’auto da lui.

Da Il Fatto Quotidiano del 2 dicembre 2015