Sono stati scarcerati due degli indagati per terrorismo arrestati il 12 novembre su ordinanza del gip di Roma. È avvenuto dopo che i pm di Trento hanno dichiarato l’inefficacia per 7 dei 17 provvedimenti che erano stati emessi dal giudice capitolino per terrorismo a conclusione dell’indagine del Ros dei carabinieri durata tre anni. Esaminata la documentazione, i magistrati di tridentini, evidentemente non hanno ritenuto sufficienti gli elementi a carico dei due: Hama Mahmoud Kaml, 31 anni, detenuto a Trento, e Mohamad Fatah Goran, 29 anni, alias Kury Chanchamali, detenuto a Bolzano, che vivevano entrambi in Alto Adige. Gli altri cinque per cui è stata dichiarata l’inefficacia dell’ordinanza romana sono tra gli indagati cosiddetti “irreperibili“.

Il Sole 24 Ore a proposito della notizia parla di “quello che appare un errore della Procura della Repubblica di Trento”, sottolineando che “rischiano di sfumare” oltre tre anni d’indagine e che dalle risultanze dell’antiterrorismo i sette sarebbero “terroristi conclamati” e, come gli altri indagati, si “associavano tra loro e con persone non identificare, stanziali in Europa e in Medio Oriente, nell’ambito di una struttura organizzata transnazionale, confessionale, radicale e fondamentalista, chiamata Rawti Shax o Didi Nwe (“Il nuovo corso” o “Verso la montagna”) avente finalità di terrorismo internazionale”.

Il procuratore capo, Giuseppe Amato, con i pm Pasquale Profiti e Francesco Forlenza, avrebbero invece mantenuto l’impianto accusatorio per i restanti dieci indagati, dopo che il gip di Roma aveva passato loro alla fine della settimana scorsa le carte per questioni di competenza territoriale, rendendo così necessaria una nuova richiesta di misure cautelari, pena la decadenza entro venti giorni di quelle emesse per associazione con finalità di terrorismo internazionale aggravata dalla transnazionalità del reato. Per la richiesta di custodia cautelare in carcere per queste dieci persone, depositata il 16 novembre dei pm di Trento, si devono attendere ora le decisioni del gip di Trento Francesco Forlenza.