Non giocare partita, Allah è grande”. La chiamata arriva dalla zona del Modenese. Sono le 20 di martedì 17 novembre: mancano appena 45 minuti al fischio di inizio di Italia-Romania in programma al Dall’Ara di Bologna, tra misure di sicurezza mai viste per una partita di calcio. Per di più, dal punto di vista sportivo, una insignificante amichevole di fine anno. “Non giocare partita, Allah è grande”. Poche parole in un italiano apparentemente zoppicante, un accento apparentemente straniero. A riceverla è il commissariato di polizia Due Torri in via del Pratello, pieno centro del capoluogo emiliano. Da qui la segnalazione viene girata immediatamente al questore Ignazio Coccia che, dopo rapidi accertamenti, decide che si può andare avanti: secondo lui è un falso allarme. E si rivelerà tale. La partita si gioca ugualmente (2-2 il risultato finale) senza problemi per il pubblico o i giocatori né prima, né durante né dopo. Su quella chiamata ora indaga la procura di Bologna: il procuratore aggiunto Valter Giovannini ha aperto un fascicolo contro ignoti per procurato allarme.

Diversamente da altri casi come quelli di Hannover (con la partita Germania-Olanda annullata e lo stadio evacuato) e al contrario di Belgio-Spagna in programma a Bruxelles e annullata già dal giorno precedente, nelle stesse ore a Bologna si è giocato. Del resto le misure di sicurezza erano state altissime durante tutta la vigilia e il vecchio stadio era stato controllato da cima a fondo dagli agenti di polizia già da molte ore prima. Fuori dall’impianto erano state imponenti le misure di sicurezza. Partendo da questi presupposti il questore Coccia, l’unico che poteva fermare il match, non aveva elementi concreti per fermare tutto, se non quella telefonata dalle indicazioni molto vaghe. Avrebbe potuto farlo, anche perché un piano di evacuazione per i 20mila spettatori era stato approntato. Ma non ce n’è stato bisogno.

Ora sarà la Procura a capire chi ha fatto quella telefonata e con quali scopi. C’è peraltro un particolare: chi ha chiamato non ha composto il 113, ma il numero diretto di un ufficio del commissariato bolognese. In caso di chiamata al 113 infatti il sistema telefonico avrebbe automaticamente dirottato la chiamata sulla questura del territorio competente, quindi Modena: evidentemente dunque l’obiettivo dell’autore della chiamata era mettere in allarme Bologna. Altro problema che potrebbero incontrare gli investigatori è che non è chiaro se la telefonata sia stata registrata o meno. Non sempre gli uffici di polizia all’interno di questure e commissariato registrano le telefonate, come invece viene fatto sempre dal 113.