Il crocifisso torna a far discutere. Stavolta a finire al centro della polemica è “La crocifissione bianca” di Marc Chagall, in mostra a Firenze a Palazzo Strozzi, censurata dal consiglio di interclasse delle classi terze della scuola primaria “Matteotti” che ha deciso di non portare i bambini in gita all’esposizione dedicata alla “Bellezza Divina”, “per venire incontro alla sensibilità delle famiglie non cattoliche visto il tema religioso della mostra”.

Queste tre righe, scritte nel verbale della riunione redatto da un rappresentante di classe, hanno scatenato le mamme e i papà di questo istituto. Una decisione presa il 9 novembre scorso nella sede prevista ovvero gli organi collegiali. L’uscita didattica era già stata programmata: l’idea era quella di far comprendere ai bambini la bellezza dei lavori di Van Gogh, di Chagall, di Picasso e Matisse esposti nel meraviglioso palazzo fiorentino. Nessuno aveva pensato che potessero sorgere dei problemi di fronte a delle opere così famose. Anzi molti genitori avevano pensato che l’occasione di avere in città quadri di artisti così importanti fosse davvero un’opportunità anche per la didattica ma qualcuno nell’assemblea dell’interclasse ha sollevato il problema: quei crocifissi, rappresentati nelle opere, potrebbero urtare i non cattolici.

Da qui il dibattito che ha poi portato il consiglio d’interclasse composto dai rappresentanti dei genitori e dalle insegnanti delle classi terze, a prendere la decisione di non effettuare la visita motivandola con le tre righe che fanno riferimento al fatto di “non turbare gli alunni non cattolici”.

Immediata la reazione di altre mamme e papà che non hanno gradito la scelta presa. In molti si sono chiesti se d’ora in poi anche le visite in Santa Croce, in Duomo o agli Uffizi dove non mancano opere e croci, saranno vietate per rispetto dei bambini musulmani o indiani. Qualcuno aveva anche proposto di effettuare l’uscita didattica lasciando la libertà alle famiglie di scegliere se mandare o meno i propri figli come avviene per altre gite.

Sulla vicenda è intervenuto anche il primo cittadino, Dario Nardella, sulla sua pagina Facebook: “Se è vero che una scuola fiorentina ha annullato la visita degli alunni ad una delle più belle mostre fiorentine di arte sacra degli ultimi anni “per venire incontro alla sensibilità delle famiglie non cattoliche” saremmo davanti ad un fatto quantomeno insensato. Non solo perché siamo da sempre la città del dialogo interreligioso – sul quale stiamo fondando una nuova Scuola Fiorentina internazionale con Rabbino, Cardinale e Imam – ma anche perché sarebbe un errore grossolano escludere dalle scuole la fruizione del nostro patrimonio di storia e cultura che comprende oggettivamente anche l’arte sacra, che evidentemente da noi è soprattutto arte cristiana. Senza togliere che alla mostra “bellezza divina” vi sono mirabili pitture del grande Chagall che proprio cattolico non è! A volte mi chiedo a cosa pensano certi insegnanti? Forse che io, cattolico, non possa fare una gita ad Istanbul o a Tel Aviv perché queste città ferirebbero il mio credo?”.