“Ho fatto un investimento ma non ho ancora avuto niente in cambio. A questo punto lo faccio cadere e mi gioco un’altra carta”. E ancora: ” Non faccio il direttore generale e va bene, pero’ tu non farai il presidente della Giunta regionale. Io perdo 5 tu perdi 100”. E’ questa una delle intercettazioni più significative dell’inchiesta che vede tra gli indagati il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, il capo della sua segretaria, Carmelo Mastursi, ma anche il giudice Anna Scognamiglio, per suo ruolo, decisivo, nella sospensione dell’applicazione della legge Severino che avrebbe fatto decadere il neo governatore e il rinvio degli atti alla Consulta. La contropartita? La nomina in una ruolo di peso del marito del magistrato, l’avvocato Guglielmo Manna, nel settore strategico della sanità.

CARA MOGLIE L’intercettazione in questione è datata 20 agosto e Manna è irrequieto: ha fatto un investimento facendo scendere in campo la moglie, ma non ha avuto ancora niente in cambio. Le nomine attese dal governatore De Luca languono, nonostante gli sforzi profusi. E in vista di un’altra udienza, fissata per l’11 settembre, che aveva come oggettto la legittimità del decreto della presidenza del Consiglio che aveva sospeso De Luca dalla carica della presidenza della Regione, Manna sollecita un intermediario affinchè in Regione arrivi forte e chiaro il messaggio: una richiesta perentoria di sbloccare la partita della sua nomina in vista della nuova decisione che sempre sua moglie avrebbe dovuto adottare di lì a breve.

TANTO CREDITO Ma la storia comincia a luglio, quando gli inquirenti captano un’altra conversazione in cui si parla di “un credito grande come quello della Germania nei confronti della Grecia”. E’ quello che vanta, indirettamente, Giuseppe Vetrano coordinatore delle liste che hanno sostenuto Vincenzo De Luca nella corsa a governatore della Regione. E che in questa storia sembrerebbe svolgere il ruolo di ufficiale di collegamento tra la Guglielmo Manna, marito del magistrato che congelerà la sospensione di De Luca per effetto della legge Severino e i vertici della Regione stessa. In particolare con Carmelo Mastursi uomo particolarmente vicino a De Luca costretto a dimettersi dal ruolo di capo della segreteria a seguito dell’inchiesta che lo vede indagato con De Luca oltre che, tra gli altri, con il giudice Anna Scognamiglio e suo marito, Gugliemo Manna pronto a chiedere per sé una nomina di peso evidentemente, questo il sospetto degli inquirenti, a fronte del servizio reso da sua moglie magistrato. Due giorni dopo l’intercettazione del 20 luglio infatti verrà resa nota la decisione del tribunale civile di Napoli a favore di De Luca.

BUON WEEK END Missione compiuta. “Promessa mantenuta, ora basta solo che mantengono le loro”, dicono al telefono il giorno della decisione altri due personaggi minori dell’inchiesta, legati al marito del giudice Scognamiglio, anche lui intercettato. E che, subito dopo la decisione del tribunale di Napoli dice di aspettarsi una convocazione a giorni dai piani alti di Palazzo Santa Lucia. “Non mi allontano nel week end, possono chiamarci pure sabato o domenica”, dice il marito del giudice Scognamiglio che però consiglia cautela perchè si tratta di una “partita a scacchi” in cui occorre non avere fretta, nonostante tutto: sembrano imminenti alcune nomine di peso specie alle Asl campane. E i sodali vogliono giocare la parte del leone.

IDEE CHIARE E così Vetrano sollecita a Mastursi un incontro. La riunione è fissata il 3 agosto alle 15 a Palazzo Santa Lucia e all’appuntamento Guglielmo Manna si presenta con le idee chiare: per sé chiederà la nomina alla Asl di Caserta, Avellino O Benevento e non Napoli, “perchè vorrei scansare la camorra”, dice al telefono alla sorella il 2 agosto. In un’altra conversazione telefonica con una donna ancora non identificata, si dice certo di una nomina imminente talchè sta preparando giacca e cravatta per l’appuntamento. La donna, Martina, in maniera scherzosa gli si rivolge in questi termini: “se riesce questa cosa ti chiameranno direttore, cravattaro con due cravatte”; “Supercravattaro” rilancia lui.

SPUTO IN FACCIA Il giudice Scognamiglio sa bene dell’appuntamento: “alle 15 devo stare là”, le dice il marito al telefono quel 3 agosto di “battaglia” che però si conclude con un nulla di fatto o quasi: il nome di Manna viene semplicemente segnato in un block notes da Mastursi. Il mese infatti passa inutilmente per il dossier nomine, a parte quelle che riguardano Salerno “per ragioni simboliche e funzionali, se no ci sputano in faccia”, dice il governatore De Luca al telefono con il consigliere alla sanità, Enrico Coscioni.

COLLEGHI IN LINEA Le nomine nel settore della sanità infatti languono. E la paura di essere esclusi dalla partita monta perchè “più tempo passa – dice Manna a Brancaccio – e più si scordano i santi e le promesse”. Ma una occasione ghiotta per tornare alla carica si presenta a stretto giro. E’ stato infatti presentato non solo un reclamo contro la decisione del tribunale di Napoli che ha congelato la Severino su iniziativa di alcuni consiglieri di centrodestra sul cui esito Manna è in grado di rassicurare i suoi interlocutori: “non si staccheranno dalla linee precedentemente adottate” . E poi c’è l’11 settembre, data dell’udienza per un altro ricorso dove gli uffici del giudice Scognamiglio potrebbero tornare ad essere essenziali per la sopravvivenza politica della giunta De Luca. Di qui il pressing di Manna affinchè Vetrano sblocchi la partita della sua nomina. E ad un certo punto sembra fatta quando il primo settembre gli viene chiesto di mandare urgentemente il suo curriculum in Regione. Manna sembra soddisfatto e si lascia andare ad alcune considerazioni sopra le righe con un suo sodale fedelissimo: “credo che anche tu hai capito come funziona questo cazzo di paese di merda, se non stiamo sul pezzo tutti i giorni ce lo schiaffano nel culo”. Proprio così.