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Legge stabilità: maxi sanatoria salva-spiagge proposta da Ncd e Forza Italia

Il partito di Alfano propone il blocco di sospensioni, revoche o decadenze delle concessioni demaniali marittime fino al 31 dicembre 2016. "E' solo un modo per salvare tante piccole imprese che nel 2006 si sono visti aumentare i canoni dal governo Prodi"
Legge stabilità: maxi sanatoria salva-spiagge proposta da Ncd e Forza Italia
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Nuova sanatoria salva-spiagge. Nell’emendamento presentato in commissione bilancio del Senato da Ncd e firmato anche da Forza Italia, i senatori Bruno Mancuso e Marcello Gualdani propongono di allungare di due anni la sanatoria sugli stabilimenti balneari facendovi rientrare tutti i procedimenti fino al 30 novembre di quest’anno.

L’emendamento riguarda l’articolo 27 e propone di sospendere gli “eventuali procedimenti amministrativi e i relativi effetti avviati dalle amministrazioni competenti  a seguito del mancato versamento del canone”. In caso di voto positivo, ci sarebbe l’ok per il blocco delle sospensioni, le revoche o decadenze delle concessioni demaniali marittime fino al 31 dicembre 2016. Una moratoria simile a quella già inserita nella manovra del 2014.

Ma dal partito di Alfano negano che si tratti di una maxi sanatoria sulle spiagge: “L’emendamento presentato dal senatore Bruno Mancuso – dichiara il vicecapogruppo di Area popolare alla Camera, Sergio Pizzolante – riguarda un nucleo ristrettissimo di stabilimenti balneari, circa 200 soggetti sull’orlo del fallimento, i cosiddetti ‘pertinenziali incamerati’, piccolissime imprese che con la legge finanziaria Prodi del 2006 si sono viste aumentare i canoni a centinaia di migliaia di euro l’anno, che con gli arretrati sono arrivati a milioni di euro”.

Per Pizzolante quindi la proposta è un modo per non far fallire delle piccole imprese a rischio a causa di un’ingiustizia dello Stato: “Sono soggetti per i quali i Tar si stanno pronunciando condannando lo Stato per eccesso di canone. Per loro c’era stata una sanatoria sui contenziosi nella legge di stabilità di due anni fa, in attesa della riforma generale dei canoni e delle concessioni, nella quale c’è una soluzione strutturale per questi soggetti. Se il governo non è ancora riuscito a fare la riforma non possiamo far fallire queste piccole imprese e quindi abbiamo chiesto uno slittamento di pochi mesi in attesa della riforma”.

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