La querelle Giletti –De Magistris? Giletti ha detto delle verità. Napoli, per certi aspetti, è sicuramente infrequentabile. Questo è pacifico. Io ci vado poco, il meno possibile: a chi fa un lavoro come il mio e a chi è puntuale come me, a Napoli al secondo giorno viene l’esaurimento nervoso”. Così il deputato di Conservatori e Riformisti, Maurizio Bianconi, ospite a La Zanzara (Radio24), commenta la polemica scoppiata in seguito alle parole del conduttore televisivo sul capoluogo campano. “Tutte le volte che si dicono delle verità indiscutibili su luoghi o persone” – osserva – “scatta subito la mozione degli affetti, del tipo: ‘Ah, il Sud non si tocca; ah, il Veneto non si deve toccare; ah, guai a chi tocca il Piemonte”. C’è questo campanilismo ottuso che poi consente tutte le nequizie”. Il parlamentare torna poi a bomba sulla Chiesa e sullo scandalo Vatileaks: “La Chiesa è una sovrastruttura terrena, è uno strumento di potere terreno che nel tempo si è creata un potere notevolissimo. E’ un grande business. Si arrabbia con le sette, ma più setta di questa… è, insomma, uguale a Scientology. Si regge sulla stessa organizzazione della spiritualità. Basti poi vedere il commercio delle indulgenze”. E racconta un aneddoto famigliare: “La moglie di mio nonno, donna che aveva vissuto nel più completo ateismo, stava male, fu ricoverata in ospedale e un frate cappuccino la convertì. Alla fine, nel suo testamento ha lasciato tutto alla Chiesa. Così si è salvata l’anima. Io non ho mai dato un soldo alla Chiesa da quando sono cosciente”. Poi ribadisce la sua opinione su papa Francesco: “E’ indubbiamente pericoloso. Un gesuita che si chiama Francesco già non quadra, perché non dimostra sincerità. E in più fa cose di un populismo che non è all’altezza della cultura che ha. Basti pensare alla croce con falce e martello portata in Vaticano”. Riguardo alle dichiarazioni del presidente della Figc, Carlo Tavecchio, su ebrei e gay, Bianconi afferma: “Lui svolge una funzione per la quale non è culturalmente adatto, perché dice le cose come se stesse all’osteria del suo paese. Ma non ci mette le cattiverie che noi politicamente gli attribuiamo. Però dice delle cose indicibili e che sia inadeguato è fuori di dubbio. Poi, siccome sta sulle scatole a questo governo, ogni cosina la tirano fuori”. E spiega: “Tavecchio è un po’ come Marino. Prima era bravo, ora non capisce più un cazzo. Prima però gli hanno fatto fare le primarie da segretario del partito, lo hanno portato in Senato due volte, gli hanno dato la presidenza di qualche commissione, lo hanno proposto come sindaco di Roma, gli hanno fatto vincere le primarie, lo hanno messo al Campidoglio, han detto che lui era tanto bravo, Orfini aveva detto che meglio di Marino non c’era nessuno e ora non capisce più un cazzo”. Poi commenta: “Ma questo è il vizio della sinistra, basti pensare a come demonizzava Indro Montanelli, poi quando lui attaccò Berlusconi e non si associò al berlusconismo in politica, divenne un eroe, mentre prima era un fascista traditore sudicio e infame”. Inevitabile la menzione dei vegani, da cui il deputato è stato pesantemente minacciato: “Ora per fortuna mi lasciano in pace. Non diventerò mai vegano, è una condizione tipica della borghesia radical chic. Una mia amica l’altra sera ha preparato una cena vegana e me l’ha descritta: era da esaurimento nervoso non tanto il mangiarla, quanto il prepararla. Ore, ore e ore a far bollire tutte quelle lenticchie e altra roba”