Appena scritta la Legge di Stabilità già non piace più. Così, a pochi giorni dalla sua presentazione, nel governo vogliono cambiarla. Sotto attacco sono finite le misure per il Sud giudicate insufficienti. Tanto che da Scelta Civica arriva la richiesta della creazione di un apposito ministero. “Per decidere come utilizzare i fondi per il Sud serve un ministro della Coesione con forti deleghe”, dice a Ilfattoquotidiano.it il leader di Sc e sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti. I correttivi al testo, appena approdato al Senato, sono al vaglio anche dei relatori di maggioranza a Palazzo Madama, d’accordo su un punto: nella manovra ci sono poche misure in favore del Mezzogiorno. E quindi bisogna intervenire, anche al costo di sfidare l’ulteriore pericolo: il possibile stop della Commissione europea. Anche dall’opposizione, ovviamente, non mancano le critiche alla Legge di Stabilità. “È come parlare del nulla”, attacca Francesco Cariello, deputato del Movimento 5 Stelle. Anche se è soprattutto il fronte interno apertosi nella maggioranza a fare più scalpore.

DIFESA D’UFFICIO – Il governo ha tracciato i punti cardine degli interventi per il Sud: gli 800 milioni di euro destinati alla bonifica dell’Ilva di Taranto, i 150 milioni di euro all’anno per il 2016 e 2017 per la riqualificazione della Terra dei Fuochi e gli investimenti per la realizzazione dell’Alta Velocità ferroviaria sulla tratta Napoli-Bari. Il sottosegretario all’Economia, Enrico Morando, difende il testo presentato. “Ricordo che siamo ancora in una fase iniziale. Ma noi utilizziamo gli spazi finanziari a disposizione per incrementare la spesa in conto capitale, quella che stimola la crescita”, spiega. “Tra gli obiettivi fissati dalla Legge di Stabilità c’è il rafforzamento delle capacità dei porti meridionali. Anche i super ammortamenti saranno uno stimolo agli investimenti”. Tuttavia Morando ammette la possibilità di modificare qualcosa in Parlamento: “Sempre nel rispetto dei parametri di spesa, potremmo anticipare solo per il Sud il taglio dell’Ires, estendendolo dal 2017 in tutt’Italia, o rafforzare gli incentivi sulle nuove assunzioni che nel testo attuale scendono al 40%”.

MAGGIORANZA ALLO SBANDO – Ma quali sono i temi più caldi e controversi? Il sottosegretario Zanetti, non le manda a dire: “Senza un ragionamento sui fondi europei, finiremo per spendere i soldi in sagre, corsi e fiere come è avvenuto finora. Per questo bisogna lavorare sulla programmazione europea per il 2020, che sarà discussa il prossimo anno. Quelle risorse devono essere destinate alle infrastrutture ed è necessaria una cabina di regia con un ministro della Coesione”. Più soldi al Mezzogiorno vengono chiesti anche dalla senatrice di Area Popolare, Federica Chiavaroli, una delle relatrici di maggioranza della Legge di Stabilità. “È importante incentivare gli investimenti attraverso il credito di imposta per le imprese. Per il gruppo di Area popolare questa sarà una priorità assoluta in Parlamento”. E non solo. Il gruppo che unisce Nuovo Centrodestra e Udc vuole avere fondi aggiuntivi per l’occupazione nelle regioni meridionali. “Puntiamo, esclusivamente per il Sud, all’aumento della detassazione sulla contrattazione di secondo livello nelle aziende. E vogliamo favorire gli sgravi per le assunzioni”, dice riecheggiando su questo punto quanto accennato da Morando.

OPPOSIZIONI IN GUERRA – Nonostante le aperture a qualche revisione, le opposizioni bocciano senza mezzi termini le misure per il Sud presenti nella Legge di Stabilità. “Nell’Italia col segno più di Matteo Renzi il Meridione si riduce all’Ilva, alla Salerno-Reggio Calabria e alla Terra dei Fuochi? Certamente sono tutte priorità, ma il Sud è tanto altro e soprattutto ha bisogno di molto di più”, afferma la forzista Mara Carfagna. “Non sembra esserci traccia del Masterplan, annunciato da Renzi, per esempio. Non c’è nessun riferimento ad un piano per il Meridione”, sintetizza la deputata azzurra. Sulle barricate anche il Movimento 5 Stelle, che sta lavorando a un pacchetto di proposte. “Ci troviamo a commentare il nulla. Come si può parlare di una Legge di Stabilità fatta solo di proclami?”, si chiede ancora il grillino Francesco Cariello. Che annuncia per l’aula una battaglia puntigliosa. “Servono opere mirate, politiche del lavoro concrete e una defiscalizzazione alle imprese”, afferma: “Per il Sud serve un impegno sul turismo e l’agroalimentare. Ma soprattutto sono necessarie misure strutturali, non gli incentivi che scadono dopo un anno. L’imprenditore deve essere stimolato a investire sul lungo periodo”.

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