La fiducia dei consumatori registrata dall’Istat a ottobre è la più alta da febbraio 2002, oltre 13 anni fa: sale a 116,9 punti dai 113 di settembre. Tutte le componenti della fiducia sono in rialzo, a partire da quella economica: migliorano i giudizi e le attese sulla situazione del paese e calano le attese di disoccupazione. Anche la fiducia delle imprese ad ottobre è in crescita, per il terzo mese consecutivo, e segna il livello più alto dall’inizio della crisi nell’ottobre 2007: l’indice è aumentato dal 106,1 di settembre al 107,5. Il premier Matteo Renzi, da Cuba, ha commentato dicendo che “per la prima volta dopo anni c’è in Italia un cambiamento di clima profondo. Come certifica l’Istat, la fiducia dei consumatori e delle imprese è tornata a livelli pre-crisi. L’Italia ci crede, noi ci siamo”. Secondo Renzi questi dati “sono solo l’antipasto” e “la pagina migliore per l’Italia deve ancora venire nei prossimi mesi”.

Tutte le stime delle componenti del clima di fiducia dei consumatori aumentano, con un incremento più marcato per quella economica (da 143,9 a 153,0) e più contenuto per quella personale (da 103,6 a 103,9), quella corrente (da 108,0 a 109,3) e quella futura (da 122,3 a 127,1). Migliorano anche le stime sia dei giudizi sia delle attese sull’attuale situazione economica del Paese (rispettivamente da -46 a -32 e da 15 a 27). I giudizi sui prezzi relativi ai passati 12 mesi restano al livello dello scorso mese (a -19 il saldo). Il saldo relativo alle attese sui prezzi nei prossimi 12 mesi passa da -18 a -23. Diminuiscono le attese di disoccupazione (a -2 da 6).

Per quanto riguarda le imprese cresce il clima di fiducia dei servizi di mercato (da 112,2 a 113,1 ), quello della manifattura (da 104,4 a 105,9) e quello del commercio al dettaglio (da 109,2 a 116,6). Scende solo il livello di fiducia nel settore delle costruzioni (a 119,8 da 123,3): peggiorano i giudizi sugli ordini e i piani di costruzione (da -30 a -35) mentre le attese sull’occupazione rimangono stabili a -7. Nelle imprese dei servizi migliorano le attese sull’andamento generale dell’economia, il cui saldo sale a 27 da 17; si riducono, invece, sia i giudizi sia le attese sul livello degli ordini (rispettivamente da 9 a 7 e da 9 a 4). Nel commercio al dettaglio migliorano sia i giudizi sulle vendite correnti (da 16 a 24), sia le attese sulle vendite future (da 29 a 41) e sono giudicate in diminuzione le giacenze di magazzino (da 10 a 7).