Se per Unicredit, in attesa di nuovi sviluppi, il caso Palenzona-Mercuri-Bulgarella non evidenzia al momento alcuna anomalia “nei processi delibere e comportamenti degli esponenti aziendali coinvolti” dall’inchiesta giudiziaria dell’Antimafia fiorentina, la Banca centrale europea non sembra essere dello stesso parere. L’istituto di Francoforte al quale fa capo la vigilanza sulla banca milanese ha infatti chiesto in tempo reale di ricevere copia del verbale della riunione del consiglio di amministrazione di Unicredit che si è riunito il 15 ottobre scorso per un’informativa sulla situazione dell’amministratore delegato Federico Ghizzoni, anche alla luce dei risultati dell’audit interno in merito. Lo riferisce La Repubblica, aggiungendo che la Bce di Mario Draghi avrebbe anche chiesto copia dello stesso audit.

Non solo. Secondo il quotidiano del gruppo De Benedetti, Ghizzoni starebbe studiando alcune mosse tampone da realizzare prima della scadenza dell’11 novembre, quando è attesa la presentazione del piano industriale della banca, “per riaffermare la leadership e prevenire colpi peggiori dal cda, dal mercato o dai vigilanti”. Ovvero per evitare un siluramento in seguito alla brusca caduta d’immagine causata dall’ingombrante peso dell’assistente particolare del vicepresidente Fabrizio Palenzona, Roberto Mercuri, che gli atti dell’inchiesta fiorentina tratteggiano come una sorta di amministratore delegato ombra nonostante non abbia alcun incarico in banca.

E proprio su quest’ultimo si sarebbe concentrato il primo provvedimento di Ghizzoni che, sempre secondo Repubblica, ne avrebbe disposto l’allontanamento nonostante l’assenza di alcun incarico ufficiale e, quindi, la sua estraneità formale alla banca, come rimarcato giovedì dallo stesso istituto in una nota dove si smentiva categoricamente “la possibilità che persone estranee alla Banca possano aver partecipato alle riunioni del comitato crediti e, in particolare, che Roberto Mercuri sia mai intervenuto in queste riunioni che sono esclusivamente riservate al personale della Banca designato a prenderne parte”. Oltre che surreale, poi, l’iniziativa lascia senza risposta tutti gli interrogativi sul ruolo e il potere  lasciato nelle mani di Mercuri senza alcun titolo nel corso degli anni.

Più incisivi, invece, i provvedimenti attesi nei confronti dei manager a capo dei crediti indagati, Massimiliano Fossati e Alessandro Cataldo, che, anticipa ancora Repubblica, saranno i primi due “a far le spese del repulisti” di cui si dovrebbe occupare a giorni un comitato nomine. Una linea piuttosto sorprendente, se dovesse essere confermata: non più tardi di 9 giorni fa, infatti, era stato lo stesso cda guidato da Ghizzoni a confermare “la fiducia nell’operato dei propri esponenti”.