Penso che questa imputazione di omicidio volontario sia incredibilmente sbagliato e un’aberrazione. Io sto dalla parte di Abele non dalla parte di Caino e c’è qualcuno invece che protegge chi fa violenza, protegge i criminali più che le vittime“. Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ai microfoni di 24 Mattino (Radio24), torna sulla vicenda di Vaprio D’Adda (Milano) dove un ladro, introdottosi all’interno di un’abitazione, è stato ucciso dal proprietario. “Abbiamo approvato a giugno una legge per la legalità e contro la criminalità organizzata” – spiega – “e questa legge prevede anche il sostegno della Regione per coloro che, difendendosi da un reato contro il patrimonio o contro le persone, vengono accusati di un reato per eccesso colposo di legittima difesa. Non è quindi un problema di leggi, è problema di interpretazione. Il codice penale parla chiaro. Per questo siamo intervenuti come Regione, perché è anche una questione culturale”. L’esponente del Carroccio si pronuncia anche sull’obbligo dei vaccini: “E’ tutto da dimostrare il fatto che con una riduzione dei vaccini aumentino le malattie. Solo se ci sono rischi veri si potrebbe intervenire. Io farei una commissione di super esperti che a livello regionale o anche a livello nazionale faccia queste valutazioni. È una proposta da fare al ministro Lorenzin. Io sono per la responsabilizzazione delle famiglie. Mettere tutto obbligatorio è tornare all’Unione Sovietica. Io sono per libertà”. Sul canone Rai, il leghista afferma: “Penso di pagarlo, se ne occupa mia moglie. E’ lei che pensa ai conti di casa. Certo, è una follia il mettere il canone in bolletta. Va abolito, la Rai fa servizio pubblico non più di tante altre piccole tv e radio. Se c’è il canone, almeno dovrebbe avere pubblicità zero”. Maroni commenta anche il voto del Consiglio regionale lombardo, che ieri ha respinto la mozione di sfiducia presentata dalle opposizioni: “Ho detto chiaramente ed esplicitamente che non esistono tangenti pagate nella sanità in Lombardia. Detto questo alla mia maggioranza qualche giorno fa, spontaneamente loro hanno sottoscritto un documento che è una vera e propria ‘mozione di fiducia’. Quindi, ci sono le condizioni non solo per andare avanti ma anzi abbiamo colto quest’occasione per rilanciare l’azione politica della Regione”. Infine, il governatore lombardo si pronuncia sul dopo Expo: “Abbiamo chiesto al governo di entrare nella società, di condividere gli oneri e gli onori. Se lo farà ben venga, altrimenti io ho la responsabilità, anche contabile, di gestire il terreno di cui sono proprietario. L’area Expo, infatti, è di proprietà della società Arexpo, i cui i soci sono la Regione, il Comune e altri