Il 98% delle pensioni del Fondo Volo (piloti, hostess e tecnici) sono più alte rispetto all’importo che si sarebbe percepito sulla base dei contributi versati. A confermarlo è la nuova indagine Porte aperte dell’Inps secondo la quale più del 60% dei trattamenti subirebbe con il calcolo contributivo una riduzione dell’importo di oltre il 30 per cento.

Il personale iscritto al Fondo di previdenza per il personale di volo, sottolinea l’istituto di previdenza, “gode di un trattamento particolare rispetto alla generalità dei lavoratori dipendenti”. Piloti, hostess e tecnici, infatti, possono percepire la pensione di vecchiaia con un’età anagrafica più bassa e la pensione anticipata con età e anzianità contributiva ridotte. Le indennità accessorie (in particolare, l’indennità di volo) vengono calcolate interamente ai fini del calcolo delle quote di pensione relative ai periodi fino al 1997, sebbene soggette a contribuzione solo per il 50% (fino al 31 dicembre del 2013) e, in via temporanea, a nessuna contribuzione per il 2014 e 2015.

L’80% delle pensioni considerate avrebbe tagli superiori al 20% se calcolate con il metodo contributivo, mentre due terzi del totale sarebbero ridotti tra il 20 e il 50 per cento. Il 17% degli assegni avrebbe, se ricalcolato con il metodo contributivo, tagli dell’importo superiori al 50 per cento. Il vantaggio è legato all’età di uscita dal lavoro. Ad esempio, nota ancora l’Inps, un pilota, andato in pensione a 60 anni nel 2010 titolare di una pensione lorda mensile a gennaio 2015 di 10.430 euro, percepisce una prestazione di 4.950 euro più alta di quella che avrebbe ottenuto con il ricalcolo contributivo. Un pilota andato in pensione a 61 anni nel 2014 vedrebbe il suo assegno pensionistico ridursi di 3.930 euro passando da 10.360 euro lordi a 6.430.