Accusato di tentato ‘zaricidio’, il due volte campione del mondo Lewis Hamilton si difende e nega ogni addebito. E’ successo che domenica, dopo avere trionfato al GP Sochi, nona vittoria stagionale a bordo della Mercedes che lo lancia verso il terzo titolo e permette alla casa automobilistica tedesca di conquistare il campionato costruttori, fa il giro del mondo una fotografia in cui il pilota, con tanto di colbacco in testa, festeggiando con lo champagne sul podio sembra innaffiare il presidente Vladimir Putin. Dapprima sono i social network, soprattutto attraverso i giornalisti britannici, a prenderlo in giro con frasi come: “Peccato, Lewis era un gran pilota, sentiremo la sua mancanza”, “E ora quanto ci metteranno a trovare Hamilton morto in una vasca da bagno?”. Poi è lo stesso Hamilton, forse seriamente spaventato delle conseguenze del temerario gesto, a dichiarare a BSkyB: “No, non l’ho fatto, non ho spruzzato Putin con lo champagne, è colpa dell’inquadratura della foto. Non ho fatto nulla e non voglio che mi accada nulla”.

Già lo scorso anno, dopo la vittoria sulla pista di Sochi nella gara che nel 2014 inaugurava il GP di Russia – dopo che nella storia si erano disputate altre due sole gare nel 1913 e 1914 in Russia, a San Pietroburgo – si era sfiorato l’incidente diplomatico. Rientrato nel paddock per festeggiare la vittoria, infatti, Hamilton non riconobbe il presidente Putin e gli strinse la mano per ultimo come se fosse un invitato qualsiasi. Lo stesso pilota poi, era finito nel centro del mirino ad aprile per le celebrazioni dopo la vittoria del GP di Shangai. Festeggiando sul podio, Hamilton aveva coperto di champagne Liu Siying, hostess addetta alla presentazione dei vincitori, la cui espressione facciale mostrava di non gradire per nulla l’aggressione del pilota. Sui social network cinesi, e sulla stampa britannica e tedesca, Hamilton fu accusato di egoismo e di atteggiamenti sessisti. Anche perché, più la donna dimostrava di non gradire, più il pilota le spruzzava a lungo lo champagne sul viso.

La polemica si ricompose solo grazie all’intervento della stessa Liu Siying, che intervenne per dire che non c’era stato nessun problema, e che il gesto di Hamilton non le aveva dato fastidio. Fino all’ennesima gaffe di domenica scorsa. E questa volta, visto contro chi era rivolto lo champagne, si sono temute gravissime conseguenze. Lewis Hamilton per un attimo è sembrato essere un membro di Narodnaja Volja, il gruppo rivoluzionario russo guidato da Sofja Perovskaja che nel 1881 con un attentato bombarolo assassinò lo Zar Alessandro II di Russia. O addirittura l’erede di Gavrilo Princip, l’anarchico serbo che nel 1914 a Sarajevo uccise a pistolettate l’arciduca Francesco Ferdinando d’Austria, gesto che divenne il pretesto scatenante della Grande Guerra. Ma, per fortuna, questa volta Lewis Hamilton è prontamente intervenuto in televisione per smentire ogni ipotesi di attentato, spiegando come gli spruzzi di champagne contro Putin fossero una semplice illusione ottica. Se oggi Putin ha deciso di non bombardare la Gran Bretagna, è quindi anche merito suo.

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