E’ di tre morti e un ferito il bilancio di in altro “attacco terroristico” avvenuto questa sera a Gerusalemme. Un uomo, che la radio militare individua “di origini palestinesi”, si sarebbe scagliato con un’arma da taglio contro una famiglia di israeliani ortodossi presso la Porta dei Leoni, uno degli ingressi che conduce alla Città vecchia e al Muro del Pianto. Sarebbero deceduti, secondo quanto riportano fonti di polizia, il padre della coppia di genitori e un passante. La madre e il bimbo di due anni sarebbero rimasti feriti, in modo non grave. L’aggressore, un uomo di 40 anni, invece sarebbe stato ucciso al termine di un conflitto a fuoco.

Secondo quanto riferito dal portavoce della polizia locale, Mickey Rosenfeld, l’uomo avrebbe lasciato l’arma da taglio per sparare con una pistola contro i passanti. Un poliziotto lo avrebbe bloccato e poi ucciso. L’attacco segue quello di due notti fa a Itamar in cui hanno perso la vita due coloni israeliani in Cisgiordania trucidati sotto gli occhi dei quattro figli (oggi i funerali). Da due giorni il territorio è percorso da tensioni e rappresaglie che hanno avuto oggi, giorno dello Shabbat, un’escalation. Nella mattina un adolescente palestinese ha ucciso due ebrei e ne ha feriti altre tre prima di soccombere a sua volta. Proprio a seguito di questi episodi il premier israeliano, Benyamin Netanyahu – che si trova negli Stati Uniti -, ha convocato per domani a Tel Aviv due consultazioni urgenti: la prima con i vertici militari e con i massimi responsabili alla sicurezza, nella sede del ministero della difesa; e la seconda con il Consiglio di difesa del governo. “Ancora sangue e morte in Israele e non udiamo neanche una parola da parte delle organizzazioni internazionali”, dichiara la Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello.