“La ricchezza netta delle famiglie italiane è otto volte il loro reddito disponibile (Meglio di Usa, Germania e Canada), e il loro indebitamento rimane relativamente basso (82% del reddito disponibile)”. Lo ha spiegato il ministero dello Sviluppo economico spiega ai potenziali investitori stranieri nel corso del Forum internazionale dei Fondi sovrani che si è svolto a Milano. E allora perché eliminare anche l’unica effettiva tassa sui patrimoni? Parliamo ovviamente dell’abolizione di Imu e Tasi sulla prima casa annunciata dal premier Matteo Renzi. “Io mi occupo di export”, ci tiene a precisare il viceministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda, che ha fatto gli onori di casa nell’ultimo dei tre giorni del Forum. “Ma Renzi e Padoan fanno benissimo a tagliare le tasse sulla casa perché in questo momento è prioritario rilanciare la domanda interna“. E spiega: “Abbiamo un export che va molto bene, ma l’anno prossimo le cose potrebbero andare diversamente, visto che le esportazioni sono influenzate da fattori che riguardano l’economia mondiale: rallentamento della Cina, crisi dei mercati emergenti, la strategia dei tassi Usa”. Calma e gesso, dunque, l’export potrebbe giocare un brutto scherzo all’Italia che scommette sulla crescita. E allora tocca che gli italiani si mettano in testa una cosa: spendere di più. “La tassa sulla casa ha un forte effetto psicologico sugli italiani: i consumi aumentano non solo se uno a più reddito, ma anche se ha la sensazione che le cose vadano meglio”. Insomma, anche se le coperture dovessero arrivare da nuove tasse, annullando così i benefici dell’abolizione di Imu e Tasi, gli italiani ricominceranno a spendere. Non è matematica? Pare sia psicologia. Nel frattempo, dove prendete i soldi si può sapere? “Io mi occupo di export. Renzi e Padoan hanno consegnato il piano a Bruxelles con tutte le coperture possibili e immaginabili”. Bene. Intanto a Bruxelles si limitano a bocciare la strada renziana