“Nella presente situazione abbiamo bisogno di solidarietà e fiducia, soprattutto tra i Paesi fondatori dell’Unione europea. Tra Italia e Germania sappiamo di poter costruire legami forti”. Il numero uno di Audi non poteva essere più chiaro. Ospite a Milano del Forum internazionale dei fondi sovrani organizzato dal Fondo Strategico Italiano, il professor Rupert Stadler affronta così l’imbarazzo dello scandalo sulle emissioni del diesel che ha travolto il gruppo Volkswagen al quale Audi appartiene. Promette trasparenza: “Faremo di tutto perché non accada mai più”, dice alla platea riunita al centro conferenza dell’Expo. E a noi italiani fa capire che non possiamo non credergli. “Abbiamo un impatto su 25mila dipendenti e sulle loro famiglie, ci sentiamo responsabili per ognuno di loro”, dice con riferimento ai marchi Lamborghini, Ducati, Giugiaro e ai relativi stabilimenti. E se il premier Matteo Renzi si merita i complimenti e un esplicito “bravo” per le riforme, per l’Italia ci sono 1,4 miliardi di euro di investimenti pronti: “Raddoppieremo la capacità produttiva dello stabilimento di Sant’Agata Bolognese (Lamborghini), con 500 nuovi posti di lavoro qualificati”, annuncia. Ma ancora una volta, e soprattutto in questa “situazione difficile“, ci vogliono fiducia e solidarietà. Parole che una grande slide alle sue spalle rende inequivocabili: due mani, una italiana e una tedesca, si stringono al centro della cartina dell’Europa. Insomma, gli amici si vedono nel momento del bisogno, ma ricordare qualche cifra non fa male nemmeno agli amici.