“Questo scandalo ha compromesso il made in Germany“, parole pesanti quelle del presidente della Bundesbank, Jens Weidmann che è intervenuto sul difficile momento della Volkswagen, esprimendo la speranza che la situazione possa chiarirsi al più presto. Weidmann ha anche detto di non conoscere i termini dello scandalo e, rivolgendosi al giornalista che lo ha interpellato, ha specificato: “Lei fa una domanda che supera la mia competenza in quanto governatore della banca centrale tedesca”

Il DOJ avvia indagine – Nel frattempo la tv americana Cnbc ha riportato che il Dipartimento di Giustizia americano condurrà un’indagine su Volkswagen e le accuse di violazione delle norme antismog, accuse che prende “molto seriamente”, per “le loro potenziali implicazioni sulla salute pubblica e l’inquinamento negli Usa”. Lo stesso dipartimento ha poi fatto sapere in una nota che sta lavorando a stretto contatto con l’EPA (Environmental Protection Agency) nelle indagini sulle accuse alla casa automobilistica.

L’agenzia per l’ambiente ha anche fatto sapere di aver già iniziato nuove sperimentazioni di tutti i veicoli con motore diesel, annunciando anche il potenziamento delle proprie capacità di rilevare le frodi, senza far sapere come intende farlo.

La Svizzera blocca vendita veicoli – L’effetto domino dello scandalo sta andando oltre al contraccolpo sul valore del titolo in borsa e ai timori legati alle possibili multe miliardarie, arrivando in concessionaria. La Svizzera ha infatti bloccato la vendita dei veicoli diesel del gruppo Volkswagen coinvolti nello scandalo dei test. A deciderlo è stato il Fedro, l’ufficio federale della viabilità elvetico. Le macchine già vendute e immatricolate non sono colpite dal provvedimento, che riguarderebbe circa 180.000 veicoli.