I pagamenti online presso la Pubblica amministrazione possono attendere. L’Agenzia per l’Italia digitale (Agid) ha comunicato che entro il 31 dicembre di quest’anno tutte le pubbliche amministrazioni dovranno aderire alla piattaforma PagoPA e che “entro dicembre 2016 sarà obbligatorio per le Pa procedere all’attivazione del servizio, per permettere a cittadini e imprese di effettuare qualsiasi pagamento verso la Pa e i gestori di servizi pubblici in modalità elettronica, semplificando l’approccio e facilitando l’esperienza dell’utente”.

La nota dell’Agenzia glissa sul fatto che si tratti di un rinvio. In origine la data prevista era il 13 dicembre di quest’anno, ma l’Agid ha dovuto prendere atto del clamoroso ritardo degli enti pubblici. Fino a oggi, infatti, solo 304 enti e 32 Payment service provider (Psp, vale a dire le società che permettono di effettuare i versamenti) hanno aderito alla piattaforma che nei primi sei mesi del 2015 ha registrato 34mila transazioni. In più, di questi 304 enti, 268 sono in fase di sperimentazione e quelli attivi sono concentrati tutti al Nord con l’esclusione della Basilicata.

Più entusiasta l’adesione delle banche. Fra i 32 Psp si trovano, infatti, 23 istituti di credito oltre a cinque istituti di pagamento, Poste Italiane e tre bache cooperative. A questi bisogna aggiungere i circuiti MyBank e Cbi. Il motivo? Come ha spiegato al Corriere delle Comunicazioni Domenico Gammaldi, risede negli investimenti fatti dalle banche per le infrastrutture e i sistemi di supporto ai pagamenti online che nel caso dei versamenti di cittadini e imprese alla Pa valgono circa 57 miliardi di euro. In altre parole, i pagamenti elettronici fanno risparmiare di più alle banche rispetto all’utilizzo alla gestione del contante.

Cosa cambierà per i consumatori? Entro la fine del prossimo anno bolli, tasse, ticket o la mensa scolastica potranno essere saldati per via telematica grazie a questa piattaforma che permetterà di scegliere con chi pagare (banca, istituto di pagamento o moneta elettronica), lo strumento  (addebito in conto corrente, carta di credito, bollettino postale elettronico) e il canale tecnologico come il conto web, lo sportello del Bnacomat o il mobile). L’utente  conoscerà anche preventivamente i costi dell’operazione e riceverà immediatamente la ricevuta.

Dal punto di vista della Pubblica amministrazione, invece, saranno velocizzati i tempi di riscossione degli incassi, ottenendo l’esito in tempo reale e potendo effettuare la relativa riconciliazione in modo certo e automatico. Il tutto a costi inferiori rispetto a oggi.