“Speriamo di fare chiarezza, la mia gestione è stata sulla linea dei tesorieri precedenti, ho fatto quello che era meglio fare. Penso di aver gestito al meglio le risorse finanziarie. Nessuno mi ha mai parlato dei prospetti degli investimenti”. Parola di Francesco Belsito, ex tesoriere della Lega Nord,presente al tribunale di Genova, dove si celebra la prima udienza del processo che lo vede imputato insieme all’ex segretario del Carroccio Umberto Bossi per truffa ai danni dello Stato.

L’ex segretario e l’ex tesoriere della Lega sono accusato di aver impiegato 40 milioni di euro di rimborsi elettorali alla Lega per fini diversi da quelli previsti dalla legge.  A giudizio anche tre componenti del comitato di controllo di secondo livello del Carroccio: si tratta di Stefano Aldovisi, Diego Sanavio e Antonio Turci. Belsito si sarebbe impossessato di 5,7 milioni di euro dal conto corrente della Lega. Il denaro sarebbe servito per investimenti a Cipro e in Tanzania tra titoli e diamanti. ”Non ho più avuto rapporti con nessuno della Lega da quando mi sono dimesso” ha spiegato Belsito,  accompagnato in tribunale dal suo legale, Paolo Scovazzi. Nella lista dei testimoni depositata dalla difesa dell’ex tesoriere risultano alcuni esponenti del Carroccio come l’ex vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli e l’ex ministro della Giustizia, Roberto Castelli.

“Sono nella lista dei testi -ha spiegato Belsito- perché erano coinvolti nella gestione della Lega, partecipavano all’operatività ovviamente con responsabilità diverse rispetto alle mie”. Assente all’udienza odierna l’ex ministro Bossi, mentre tra le parti civili la Camera dei Deputati e il Senato della Repubblica.  Non si è invece costituita tra le parti civili la Lega Nord. “Ne prendo atto – ha commentato Belsito – ma non posso rispondere per conto di altri. Non posso rispondere sulle scelte di Salvini. Non avendo più contatti con il movimento non conosco le loro strategie”. Gli atti del processo arrivato da tre diversi filoni d’indagine stralciati dal tribunale di Milano, che aveva indicato Genova come sede competente per il processo: era stato poi il gup Massimo Cusatti a riunire i procedimenti e a rinviare a giudizio gli ex massimi dirigenti leghisti il 21 maggio scorso. Dopo la prima udienza, il processo è stato rinviato al prossimo 2 novembre dal giudice del tribunale di Genova, Sergio Merlo.