E’ di 10 morti, decine di feriti e un milione di persone evacuate dalle loro case il bilancio del terremoto di magnitudo 8,4 della scala Richter che ha colpito il Cile. L’intensità della scossa ha indotto le autorità a diramare un’allerta tsunami, ma dopo alcune ore l’agenzia Usa per l’Atmosfera e gli Oceani ha fatto rientrare l’emergenza per quanto riguarda le coste americane del Pacifico. Nella zona del terremoto si recherà in giornata la presidente Michelle Bachelet.

L’epicentro del sisma, che ha provocato onde alte fino a 4,5 metri, è stato localizzato a 36 chilometri a ovest di Canela Baja, nel nord del Paese, ed a 16 chilometri di profondità. Secondo quanto riferito, la scossa più violenta è stata seguita da almeno 12 scosse di assestamento, con una magnitudo compresa tra 6,1 e 7,6 della scala Richter. Secondo il sottosegretario agli Interni, Mahmud Aleuy, si è trattato del sesto terremoto più violento nella storia del Cile e di quello più forte dell’anno in tutto il mondo.

Tra le vittime, secondo quanto riferito dalle autorità, ci sono una donna di 35 anni, schiacciata dal crollo di un muro, una giovane di 20 anni, e tre uomini, morti di infarto per lo spavento. Il Servizio idrografico e oceoanografico dell’Esercito, che ha decreto l’allerta tsunami, ha avvertito sull’arrivo delle prime onde nelle località costiere delle regioni di Coquimbo, il cui porto è rimasto gravemente danneggiato, e Valparaiso. Il sindaco di Coquimbo ha riferito che la città “è inondata” e che linee elettriche e telefoniche sono andate in tilt, come in decine di altre località colpite.