Berlusconi mi piace, è una brava persona”: l’endorsement al leader di Forza Italia arriva dal candidato alle primarie del Partito repubblicano Donald Trump, rintracciato dalle telecamere di SkyTg24 a una partita dello Us Open di tennis. Mentre usciva dallo stadio Trump ha anche aggiunto: “Amo l’Italia, amo il vostro Paese”. Un sostegno che appare intempestivo, ora che la stella dell’ex presidente del Consiglio sembra un po’ spegnersi e ora che – dopo la condanna definitiva del 2013 – Berlusconi è indagato e imputato in diversi processi. Difficile paragonare le due figure, ma punti di contatto ce ne sono: l’uso del “mito” del self-made-man al momento dell’impegno, le uscite polemiche su temi delicati, il legame con la tv anche se Trump è stato “solo” protagonista di un programma (“The apprentice”) e invece Berlusconi ha fondato un gruppo industriale nel settore della comunicazione.

E chissà se Berlusconi, in Italia, possa avere un erede. Di certo, per il momento, non sarà Flavio Briatore: la politica “non fa per me” ha detto l’imprenditore ai giornalisti che, a margine del Business forum con il Kenya a Milano, gli hanno chiesto se non lo tentasse una discesa in campo, magari guardando proprio a Trump. Per Briatore la politica “è una roba dove uno non può incidere e io voglio fare le robe che al mattino io decido se una cosa deve essere rossa o blu, in politica dopo 8 anni stai ancora lì a parlare”. Infine, a chi gli ha domandato se ha consigli di comunicazione da dare al presidente del Consiglio Matteo Renzi per affrontare la fase delle riforme, ha risposto che “di comunicazione a Renzi non bisogna dare nessun consiglio, Matteo in comunicazione è il numero uno al mondo”.