Un centinaio di sostenitori di Matteo Salvini lo aspetta fuori dal Cara di Mineo. Prima di arrivare, il leader della Lega Nord twitta: “L’Europa punirà gli stati che non accolgono abbastanza immigrati? Buffoni. Ennesima dimostrazione che questa Europa è una gabbia pericolosa”. Salvini parla di “lacrime e rabbia” per la vicenda del bambino morto sulla spiaggia della Turchia: “Scappa da una guerra di cui il mondo si disinteressa. L’Ue e l’Italia hanno un embargo contro il governo siriano e sono complici del massacro dell’Isis. Quelle immagini dovrebbero svegliare le coscienze dei quelli che si fingono buoni e invece sono i veri assassini“.

Renzi e Alfano, dice ancora, “sono due incapaci incollati alla poltrona. Non li vedo, non li ho visti a Palagonia: fossi in loro mi vergognerei”. I leader europei sono “ridicoli”, attacca il leader della Lega, la Merkel “prende in giro”: “Il massimo sforzo che fa è dire ‘prendo i siriani’, che è l’unica popolazione che scappa dalla guerra. Per la serie scelgo io quelli che voglio e il resto li tenete voi. E Renzi e Alfano rispondono con il nulla e con la resa”. “Se ogni volta che vengo – ha aggiunto Salvini – devo parlare di morti, feriti, incidenti e immigrazione è perché chi è al governo è un imbecille“.

Quando qualcuno gli ricorda che il Cara di Mineo l’ha inaugurato il suo collega Roberto Maroni, la replica è immediata: “Fu aperto in maniera provvisoria quando c’era la guerra in Libia. Poi doveva essere chiuso. Lo chiedono anche il quotidiano dei vescovi, Cinque Stelle e Forza Italia, mancano soltanto Gesù bambino e i marziani che chiedano di fermare questa vergogna a cielo aperto, la cui gestione ha coinvolto perfino le cooperative di mafia capitale“.

Il vero problema – aggiunge – sono le politiche migratorie, dobbiamo accogliere chi scappa dalla guerra ma “non possiamo svuotare l’Asia e l’Africa pensando di accoglierli in Italia e in Europa per fare il business di chi ci guadagna e ci specula. A chi fugge dalla fame e dalla povertà si aiuta a crescere lì, si dà la canna da pesca non il pesce”. Salvini propone di velocizzare le procedure di identificazione ed espellere quelli che non sono veramente richiedenti asilo, ma anche di bloccare gli sbarchi e intervenire in Africa: “Nelle prossime settimane andrò in Nigeria per capire cosa serve affinché i nigeriani restino nel loro Paese”.

Prima di entrare nella struttura, Salvini ha annunciato che indagherà sulla nazionalità dei presenti. Una volta uscito, il responso: “Ad oggi sono presenti 3.042 ospiti, di cui 2.900 uomini. Sulle nazionalità lascio a voi giudicare. Tra Eritrea, Libia e Siria ce ne sono due, solo due ospiti delle nazioni per cui l’Europa prevede il diritto d’asilo”.