Fate presto. Questa volta a chiederlo non è la voce isolata dell’Italia, non è nemmeno la Grecia o il Papa. Questa volta la voce unisce Roma a Berlino e Parigi che chiedono una “risposta fronte” a Bruxelles. I ministri degli Esteri Paolo Gentiloni, Frank-Walter Steinmeier e Laurent Fabius hanno chiesto all’Alto rappresentante della politica estera Federica Mogherini di discutere della questione già venerdì prossimo, mettendo in risalto le carenze delle attuali regole europee in materia di asilo (“risalenti a 25 anni fa”) e ribadendo la necessità di una “equa ripartizione dei rifugiati” tra i Paesi europei. La Mogherini ha risposto che è “urgente agire uniti”. Politica e cronaca si rincorrono alla fine dell’ennesima giornata di tensione sotto il profilo dell’emergenza, dell’ordine pubblico, dei rapporti tra gli Stati europei. In mattinata Berlino aveva infatti chiesto e ottenuto dall’Italia di effettuare “più controlli” alla frontiera del Brennero, che vuol dire la sospensione di fatto degli accordi di Schengen (anche se tutti si affrettano a negarlo). A Bolzano, dunque, saranno accolti circa 700 migranti (al momento). D’altra parte la Baviera sta affrontando una situazione d’emergenza, che non può essere paragonata con altre regioni europee.

Gli esperti, ad ogni modo, la leggono come la fase 2 della strategia della cancelliera Angela Merkel: prima l’apertura ai profughi siriani, poi la mano tesa all’Italia che “deve essere aiutata”. Ora però la richiesta di responsabilità e impegno a tutti i Paesi. Il governo Renzi, sotto accusa per la mancata identificazione e schedatura di migliaia di stranieri arrivati via mare o via terra, ha risposto sì. Linea ben diversa rispetto a quella tenuta quando è stata la Francia a chiudere unilateralmente i confini a Ventimiglia. All’epoca il ministro dell’Interno Angelino Alfano, davanti al caos dei migranti sgomberati dagli agenti francesi parlò di “antipasto di quello che succederebbe se si sospendesse Schengen”. Ora si vedrà quali saranno le conseguenze. Nel frattempo il ministro dell’Interno Thomas De Maiziere ha rivelato che il governo della Cancelliera sta verificando la possibilità di una modifica della Costituzione tedesca per poter gestire meglio l’emergenza profughi in Germania e velocizzare le procedure.

Ungheria, ancora un migliaio di profughi alla stazione di Budapest
Sul “fronte orientale” resta la tensione a Budapest. In Ungheria sono arrivati oltre 2500 migranti in 24 ore, di più del giorno precedente. Come promesso dal governo Orban, sono state “rafforzate” le frontiere con la Serbia con oltre 2mila agenti di polizia. Centinaia di persone (forse si superano le mille unità) hanno protestato per tutto il giorno davanti alla stazione Keleti, gridando “Libertà, libertà” e chiedendo che venga permesso loro di accedere ai treni diretti in Germania. Ma anche oggi, 2 settembre, come ieri, viene loro impedito l’ingresso alla stazione. Si tratta di almeno 2mila persone, tra loro famiglie con bambini. In serata la polizia in assetto antisommossa si è schierata su un lato della piazza: la situazione è tesa ma non ci sono scontri.

Repubblica Ceca, i migranti “marchiati” dalla polizia
Alle difficoltà per l’afflusso di centinaia di migranti si aggiungono le polemiche per la gestione dell’accoglienza in alcuni Paesi. Nel mirino c’è per esempio il governo di Praga dopo che è stato documentato come a Breclav, al confine con l’Austria, la polizia ceca abbia “marchiato” con un pennarello ogni persona che ha superato il confine, bambini compresi: sul braccio i profughi si sono ritrovati un numero che identifica il treno d’arrivo e il vagone. Una notizia che ha provocato sdegno nella politica (Alfano e Boldrini in particolare), ma anche nelle comunità ebraiche italiane che hanno rilevato come questa pratica ricordi “il periodo più oscuro della storia contemporanea”.

Migranti chiusi in tir: 103 salvati in Grecia, 24 in Austria
Intanto continuano gli arrivi da ogni frontiera del Sud Europa, con il solito carico di dramma. Le autorità greche hanno arrestato sei stranieri sospettati di essere trafficanti di esseri umani, dopo che 103 migranti è stato scoperto nascosto in un camion. Ai profughi siriani avevano chiesto 2mila euro ciascuno per il viaggio che si sarebbe dovuto concludere in Macedonia. Altri 24 profughi afghani sono stati salvati invece dalla polizia austriaca durante un controllo su un tir (il cui conducente è stato arrestato). Ieri la polizia austriaca aveva tratto in salvo 24 rifugiati chiusi in un furgone vicino a Vienna. I rifugiati, tra 16 e 20 anni di età, rischiavano di soffocare, hanno precisato le autorità.In Austria le ispezioni sui mezzi pesanti sono state rafforzate dopo il ritrovamento di un tir con 71 cadaveri a bordo di profughi siriani.

Oltre mille persone soccorse al largo della Libia
Poi c’è il capitolo sbarchi. Le navi della Marina militare e della Guardia costiera hanno salvato almeno mille persone al largo della Libia. L’operazione più complicata quella della nave Dattilo che ha recuperato 838 migranti che stavano attraversando il Mediterraneo al largo della Libia. Nel Canale di Sicilia la Cigala Fulgosi ha salvato prima 90 persone a bordo di un gommone (tra loro donne e bambini) e poi altre 294 che si trovavano su un barcone. Un’altra nave della Marina, l’Aliseo, ha soccorso 87 migranti. Ma le rotte scelte dai migranti (o più correttamente dagli scafisti) sono ormai le più diverse. Se per oggi non si segnalano sbarchi sulle coste spagnole vicine al Marocco, c’è però la notizia di una nave carica di 40 migranti africani, tra cui una neonata, approdata su una spiaggia dell’isola spagnola di Gran Canaria. Le isole Canarie erano su una rotta molto usata circa 10 anni fa dai migranti che dall’Africa tentavano di raggiungere l’Europa. Il numero di barconi è poi calato quando Madrid ha rafforzato i controlli.

Turchia, bimbo morto in spiaggia: l’immagine diventa foto simbolo
Turchia, trovati migranti morti sulla costa vicino BodrumLa foto del giorno è quella pubblicata sulla propria home page dall’Independent: un bimbo siriano di due anni al massimo, che giace senza vita, col volto rivolto sulla sabbia, nella spiaggia turca di Bodrum. Il giornale britannico ha deciso di pubblicare come prima notizia del suo sito web le immagini scioccanti: il piccolo è annegato dopo che è affondata l’imbarcazione che lo trasportava e tentava di raggiungere l’isola greca di Kos. Nelle immagini si vede un agente turco che raccoglie il bambino. L’Independent spiega la decisione di pubblicare immagini così forti affermando che “è troppo facile dimenticare la realtà di una situazione disperata che molti rifugiati devono affrontare”.

E così il dibattito finisce per bussare anche alla porta di Downing Street, dopo che il governo di David Cameron negli ultimi giorni ha addirittura paventato di chiudere le frontiere anche agli europei senza lavoro. Le opposizioni progressiste continuano il pressing (sia gli ex alleati di governo dei Libdem sia il Labour). Ma Cameron non si smuove: accogliere “sempre più rifugiati” non è la risposta, sostiene. La priorità è invece “cercare di portare la pace” in Siria e “in quella parte del mondo” da cui i profughi giungono. Ribadito poi l’impegno ad “agire alle frontiere”: in primis “quella di Calais”. Proprio qui nella notte sono rimasti bloccati i treni che dovevano attraversare l’Eurotunnel a causa di persone avvistate sui binari, probabilmente migranti.

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