Biglietti ferroviari nominativi sui treni a lunga percorrenza, e pattuglie di controllo: sono le principali misure che i ministri di nove Paesi europei – Francia, Italia, Spagna, Svizzera, Germania, Lussemburgo, Belgio, Olanda e Regno Unito – riuniti a Parigi per discutere di sicurezza ferroviaria, hanno intenzione di varare al più presto. Lo ha annunciato il ministro dell’Interno francese, Bernard Cazeneuve. “Invitiamo la Commissione Ue – ha detto – a esaminare un emendamento mirato agli accordi di Schengen che permetta controlli ove e quando necessario sui treni”. Per quale motivo? “La minaccia terroristica onnipresente sta cercando di minare la nostra libertà”, spiega Cazeneuve.

I ministri di nove Paesi europei, per l’Italia Graziano Delrio (Trasporti e Infrastrutture) e Filippo Bubbico (viceministro Interni), hanno deciso di intensificare “l’uso di pattuglie miste” sui treni transfrontalieri, che già esistono e hanno dimostrato “la loro efficacia”. I ministri, secondo quanto riferito da Cazeneuve,  che ha organizzato la riunione, hanno anche deciso di intensificare “i controlli sulle persone e sui bagagli” nelle stazioni ferroviarie. Alla discussione hanno partecipato per la Commissione europea, Dimitris Avramopoulos, commissario per gli Affari interni e la collega dei Trasporti Violeta Bulc, oltre al responsabile per l’antiterrorismo Gilles de Kerchove.

Il summit tra i ministri europei sui trasporti ferroviari arriva nei giorni successivi all’attacco sul treno Tgv. Il 21 agosto Ayoub al-Qahzzani, 26enne marocchino, aveva dato vita ad una sparatoria col kalashnikov a bordo del treno Amsterdam-Parigi. A bordo del treno, Ayoub al-Qahzzani è stato fermato prima da un cittadino francese, poi da due militari americani. L’uomo, fermato dalla polizia alla stazione di Arras, è accusato di terrorismo ed è stato trasferito presso il quartier generale Antiterrorismo alla periferia di Parigi.  Vicino ai movimenti jihadisti, era stato segnalato ai servizi francesi dai colleghi spagnoli. Per questo era registrato in Francia sotto la categoria “S” (sicurezza di Stato) e sarebbe stato individuato se si fosse recato in territorio francese.

“Ci sarà scambio di informazioni e più controlli”, spiega Delrio a margine della riunione. Ma il ministro dem chiarisce: “Non rinunciamo al criterio di Schengen della libera circolazione delle persone, perché è un fatto di civiltà e il terrorismo da questo punto di vista non ci piega“. Secondo Delrio, l’Italia deve fare dei passi in più sulla sicurezza, iniziando a controllare gli accessi ai binari con i varchi basandosi sull’esperienza di altri Paesi, mentre per Bubbico una delle chiavi per vincere la lotta al terrorismo è nei controlli Internet, da intensificare.