Studiare lontano da casa costa. E, a volte, si alimenta il mercato nero degli affitti. A denunciare il caro vita dei fuori sede è il portale studentesco Skuola.net. Dall’analisi dei dati della Grande Guida Università, emerge un dato allarmante: un ragazzo su sette di coloro che pagano un affitto dichiara di non avere un contratto regolare. Una situazione incresciosa che, però, in pochi denunciano: secondo l’indagine, infatti, il 26% non denuncia l’irregolarità perché teme di perdere l’alloggio.

Dietro le stanze e le case degli studenti emerge una zona grigia alimentata dagli stessi giovani che spesso (il 10%) non denuncia il proprietario dell’appartamento nella convinzione di avere qualche vantaggio da un contratto irregolare. Resta il fatto che i costi degli affitti sono alti. Le città più care sono Milano e Roma. Un universitario, nel capoluogo lombardo, per affittare un monolocale deve far conto di spendere 650 euro. Poco meno, 600 euro, costa una sistemazione nella capitale. Al terzo posto nella classifica stilata da Skuola.net c’è Firenze, dove un ragazzo che frequenta l’ateneo toscano costa ai suoi genitori 500 euro.

Qualcosa in meno (400 euro) si registra a Siena e Bologna per un monolocale. Tra i centri più economici ci sono Trieste e Salerno dove si riesce a metter piede in una casa con soli 200 euro.
Chi vuole studiare e risparmiare, invece, deve puntare su Messina e Pavia dove un posto costa rispettivamente 250 e 280 euro. Cifre non sempre facili da sopportare per una famiglia che magari ha due figli universitari costretti a studiare lontano da casa.

Molti ragazzi cercano di coprire le spese trovando un lavoretto, magari anche questo in nero. Altri si adattano ad una vita senza privacy ma più economica: circa la metà dei ragazzi intervistati da Skuola.net ha raccontato di dividere la casa con un inquilino. Situazioni al limite: se il 26% degli studenti si accontenta di una stanza doppia, il 12% sceglie persino la tripla per non spendere eccessivamente e l’8% si piazza in stanze con più di tre persone.